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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Spintoni ad agenti all'interno del dormitorio per migranti: assolto

Resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità i reati contestati a un 26enne del Gambia. Il suo avvocato ha invocato la causa di non punibilità ex articolo 393 bis del codice penale

BRINDISI – Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo a carico di un uomo di 26 anni (B.K.) originario del Gambia che fu protagonista di un alterco avvenuto il 15 aprile 2019 presso il dormitorio per migranti situato in via Provinciale San Vito. Il giudice del tribunale di Brindisi ha assolto l’imputato, difeso l’avvocato Francesco Monopoli, perché il fatto non sussiste.

Il giovane era stato rinviato a giudizio per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.  Secondo l’accusa B.D. si rifiutò di riferire le proprie generalità e spintonò ripetutamente due agenti della Polizia Locale di Brindisi intenti a verificare il rispetto dell’ordinanza sindacale che prescriveva agli ospiti della struttura di uscire alle ore 8 e di farvi rientro alle ore 18, per consentire l’effettuazione di lavori di manutenzione. 

Nel corso dell’udienza celebrata lo scorso 23 settembre è emerso che il migrante si era sin da subito allontanato volontariamente e senza sollecitazioni e/o diffide dal dormitorio nel rispetto dell’ordinanza sindacale, salvo poi la richiesta di rientrare subito dopo al solo fine di chiedere di recuperare i suoi indumenti personali, trovando il diniego da parte della Polizia Locale.

L’avvocato Monopoli ha dunque invocato la causa di non punibilità prevista dall’articolo 393 bis del codice penale, nei casi in cui il pubblico ufficiale eccede con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni. A fronte di una richiesta di condanna pari a otto mesi formulata dal pm, il giudice ha assolto con formula piena l’imputato dai due reati a lui ascritti. 

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