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Venerdì, 26 Novembre 2021
Cronaca

Migranti, striscione Casapound contro la Cgil: “Attacco vile in un clima razzista"

L’organizzazione di estrema destra: “Immigrati tutelati, lavoratori abbandonati”. La scritta dopo che il segretario Macchia aveva espresso solidarietà al sindaco di Riace. Indaga la Digos

BRINDISI – Resta teso il clima anche a Brindisi sulla questione migranti: Casapound ha attaccato la segreteria provinciale della Cgil con uno striscione affisso nella notte davanti alla sede del sindacato, in viale Togliatti. “Immigrati tutelati, lavoratori abbandonati”, hanno scritto per rispondere alla solidarietà che Antonio Macchia, qualche giorno fa, aveva espresso al sindaco di Riace, ai domiciliari, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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Il caso

 Mani e volti sconosciuti, al momento, quelli degli autori di Casapound che ha “rivendicato” in una nota la paternità della scritta. La Digos avrebbe già qualche sospetto. Potrebbero essere d’aiuto alle indagini le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali che si affacciano in viale Togliatti, così come quelle che fanno parte della rete Pon, poste sui semafori.

La Cgil nazionale

La notizia ha avuto eco nazionale, con un primo commento della Cgil su twitter: “Stanotte fascisti all’opera a Brindisi, dove è stato esposto uno striscione contro la Cgil”, hanno cinguettato sui social dalla sede centrale di Roma. “Chi ha a cuore la democrazia farebbe bene a interrogarsi sulle ragioni di questo attacco ripetuto al sindacato che difende i lavoratori, il loro reddito, quindi la libertà delle persone”.

Antonio Macchia

Macchia potrebbe essere ascoltato nelle prossime ore dagli investigatori. “Questo vile attacco nei nostri confronti non fa altro che confermare il clima razzista che si respira nel Paese”, dice Macchia, oggi impegnato nel convegno provinciale della Cgil. “Lo striscione è arrivato in risposta a un nostro comunicato di solidarietà al sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Ma noi non ci faremo intimorire, ogni giorno rappresentiamo i più deboli”, dice. Le prime dichiarazioni di Macchia sono state rilasciate all’agenzia Dire.

Macchia, in qualità di segretario provinciale, aveva comunicato il suo abbraccio a distanza al primo cittadino di Riace, anticipando la volontà di andare trovare il sindaco e la sua comunità. Una realtà simile a quella di Brindisi, sul fronte dell’accoglienza, stando alla storia, sia del passato che contemporanea. Lucano, nel frattempo, è stato sospeso dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari.

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La solidarietà al sindaco di Riace

“La Cgil di Brindisi comprende appieno il disagio che la comunità di Riace sta vivendo a causa di una politica ostile all'accoglienza ed alla solidarietà che, decidendo inopinatamente il definanziamento dei progetti Sprar, rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di una cittadinanza”, aveva scritto Macchia. “Dunque, si esprime vicinanza e sostegno - non formale - al sindaco di Riace perché in questi anni ha saputo accogliere ed integrare tante persone, uomini donne e bambini che scappano perché oppressi nel loro Paese d’origine o in fuga da guerre ed altre barbarie che rendono loro impraticabile il rientro in patria”.

“Purtroppo la mission di questo governo è quella di mirare ad una modifica antropologica del cittadino Italiano, si sta cercando in tutti i modo di snaturare i principi di solidarietà e collaborazione fra i popoli da sempre connaturati alla cultura degli Italiani stessi. Ma non si pensa che questo pensiero così estremista, egoista ed antidemocratico non faccia parte della nostra cultura, si cerca di istillare il convincimento che respingere l’altro e chiudere le frontiere generi benessere”, aveva aggiunto.

Casapound

Da Casapound le dichiarazioni di Macchia sono state definite come “panegirico in difesa di cooperative e promotori del business dell’accoglienza”. “Da un sindacato come la Cgil ci aspetteremmo ben altre priorità”, è scritto nella nota. “Soprattutto in una provincia come la nostra, vessata dalla crisi occupazionale e da carenze infrastrutturali, con fabbriche e officine a rischio chiusura, oppressa dalla costante piaga del lavoro nero, con un caporalato tornato alla ribalta nello sfruttamento dei lavoratori locali proprio grazie al ricatto giocato sulla costante pressione di manodopera d’importazione a costo zero. Ma è chiaro che a queste persone poco importa della difesa della classe lavoratrice brindisina, poco utile dal punto di vista programmatico ed elettorale, preferendo tutelare altri settori, decisamente più affini dal punto di vista ideologico ed economico”. Messaggio concentrato nello striscione.

Le reazioni

A Macchia, intanto, nelle ultime ore sono arrivati diversi attestati di solidarietà. Telefonate, Whatsapp e post sui social network. "Topi fascisti in cerca di notorietà", sostiene in una nota il comitato provinciale Anpi di Brindisi. È paradossale che servi sciocchi di un caporione di una formazione politica, che da decenni ha spogliato Brindisi e tutto il Sud di risorse, aziende e posti di lavoro, oggi possano assurgere a finti difensori di che?", chiedono i componenti del comitato. " La provocazione fascista tende alla ricerca dell'offesa e dello scontro per esorcizzare il risveglio antifascista emerso con le grandi manifestazioni di Bari, di Milano e di molte altre città italiane. Lo sdegno sta montando anche contro le ultime provocazioni razziste a partire anche dal movimento di solidarietà al sindaco di Riace (alcuni piccoli aspiranti Traini stanno forse crescendo? Cosa ne pensa la magistratura?".

Solidarietà concreta da Libera Brindisi: "Casapound deve chiudere a Brindisi e ovunque".

Ernesto Abaterusso, Capogruppo di Leu/I Progressisti e Coordinatore regionale di Art.1-Mdp/Leu Puglia. “Esprimo pieno sostegno alla Cgil Brindisi per l’atto intimidatorio di cui è stata vittima. Un fatto estremamente grave che ci da, ancora una volta, la misura del clima inaccettabile di odio e intolleranza che si respira oggi in Italia”.

“Siamo certi che quanto accaduto la scorsa notte – prosegue Abaterusso – non fermerà il lavoro fondamentale portato avanti dalla Cgil e non farà tornare la Puglia, che da sempre è e sempre sarà terra di democrazia, accoglienza e tolleranza, indietro nel tempo, a quella pagina buia e drammatica della storia del nostro paese. Se ne facciano una ragione gli autori di questo gesto meschino o chi ogni giorno cerca, invano, di dimostrare il contrario”.

Liberi e Uguali per Brindisi "esprimono vicinanza e solidarietà al segretario Antonio Macchia ed alla CGIL di Brindisi per il grave episodio intimidatorio messo in atto da CasaPound. La Cgil ed Antonio Macchia sono rei di aver espresso solidarietà nei confronti di Mimmo Lucano". "Liberi e Uguali Brindisi si batte per una società solidale, antifascista e antirazzista dove movimenti come CasaPound dovrebbero essere messi al bando, in applicazione della nostra Costituzione e delle leggi della Repubblica".

Anche il Pd provinciale esprime solidarietà alla Cgil. “L'attacco di questa notte – si legge in una nota - pone ognuno di noi di fronte alla preoccupazione che il nostro Paese possa rivivere le pagine nere del nostro passato”. “Le continue intimidazioni non possono che spingerci a portare avanti, con maggiore forza, il nostro impegno sul territorio, per difendere i valori della Costituzione e contrastare la deriva razzista e xenofoba che sta scuotendo la nostra società”.   

Il sindaco Riccardo Rossi: "Lo striscione che qualcuno ha deciso di esporre a commento dei fatti che hanno visto protagonista il sindaco di Riace Mimmo Lucano è un atto che condanno perché assolutamente privo di senso - ha commentato il sindaco Riccardo Rossi - anche volendo restare fuori dalla questione specifica. Purtroppo è il segnale, grave, che il sentire di una parte di questo Paese viene usato per fare politica in modo sbagliato e strumentale. Invece insieme dovremmo percorrere la strada che porta verso un’Italia capace di non vedere negli stranieri il nemico assoluto”.

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