Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Migranti, braccianti e comitato contro l'enfiteusi: i tanti volti dello sciopero

"Vogliamo pagare le tasse e contribuire alla crescita di questo paese". Queste le dichiarazioni di Igbinovia, esponente della comunità nigeriana che con il sindacato Cgil e l'Arif, questa mattina assieme ad altri suoi connazionali ed altri rappresentanti di Paesi extra comunitari ma non solo, si è unito al corteo per lo sciopero nazionale

BRINDISI- “Vogliamo pagare le tasse e contribuire alla crescita di questo paese”. Queste le dichiarazioni di Igbinovia, esponente della comunità nigeriana che con il sindacato Cgil e L’Arif, (Agenzia regionale irrigui forestali, ente impegnato nella difesa del suolo e nella gestione del patrimonio forestale della Regione Puglia), questa mattina assieme ad altri suoi connazionali ed altri rappresentanti di Paesi extra comunitari ma non solo, si è unito al corteo per lo sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil, Uil e Ugl, cui ha aderito a Brindisi anche l’unione degli studenti, Uds, per IMG_3054-2schierarsi chiaramente contro i provvedimenti del governo in tema di lavoro e contro il “Jobs act”,  partito alle ore nove da piazza Crispi, vicino alla stazione.

Abbiamo chiesto loro quali fossero le rivendicazioni nei confronti dello Stato in tema di lavoro: “A Brindisi non c’è lavoro e siamo preoccupati per i nostri figli, noi vogliamo integrarci con la città, il razzismo c’è ovunque anche nel mio Paese, non solo a Brindisi, ma ci sono anche  persone buone,  e noi speriamo di avere possibilità di lavorare; per questo lo Stato italiano deve collaborare a far comprendere agli italiani che noi siamo emigranti, sì ma per lavorare”.

Alla manifestazione hanno aderito diverse associazioni di categoria, tra queste la Uila, Unione Italiana dei lavoratori agroalimentari, sezione San Vito dei Normanni, tra cui molti braccianti agricoli che hanno espresso parole di disappunto verso i provvedimenti del governo sulle politiche di lavoro e sul  tema delle pensioni: “Non va nulla in questo Paese. Assunta Marinò, Bracciante Agricola-2Privano i lavoratori dei propri diritti a favore delle loro tasche”, precisa Assunta Marinò (nella foto a sinistra), che sottolinea  inoltre le difficoltà cui sono costretti tutti i giorni con i suoi colleghi per arrivare a fine mese: “Si muore di fame, siamo sottopagati, senza garanzie, ci alziamo al mattino prestissimo e giriamo tutta la Puglia e purtroppo i nostri diritti non sono tutelati”.

Alla sfilata di lavoratori si è unita la rappresentanza scolastica, il rappresentante dell’Unione degli studenti, Giulio Gazzaneo, il quale ci informa che si sono mobilitate circa 20 e più scuole in giro per la provincia, per dimostrare che “il modello di scuola che il governo vuole imporre è impossibile”. Molti studenti poi sono unanimi nel dichiarare che la loro adesione alla manifestazione è motivata dal fatto che provvedimenti governativi in tema di lavoro sono di loro interesse in quanto “rappresentano la classe dirigente del futuro”,  sostiene una studentessa del liceo classico di Brindisi Benedetto Marzolla, e che il governo “non può proporre un modello come quello della buona scuola che lede il diritto allo studio, che è un diritto che spetta a tutti indistintamente”. 

In tema di lavoro e istruzione si pronuncia la Federazione lavoratori della conoscenza  (Cgil). Rosa Savoia, segretario generale della Flc scuola, Il comitato No enfiteusi di San Vito dei Normanni-3afferma: “Per quanto riguarda la scuola e il pubblico impiego aspettiamo i l rinnovo dei contratti ormai da due anni, e inoltre hanno bloccato gli scatti stipendiali per cui abbiamo perso migliaia di euro nel corso degli ultimi cinque sei anni; siamo inoltre contro le politiche del governo per quanto riguarda la ‘buona scuola’ che è un attacco frontale nei confronti della scuola pubblica, al diritto allo studio dei ragazzi e agli insegnanti, che noi proprio non possiamo tollerare”.

A Brindisi, proprio per la sua vocazione turistica, non poteva mancare la rappresentanza sindacale nel settore turismo, la Uil Tucs Terziario turismo e servizi, che ci spiega i motivi per cui ha aderito allo sciopero generale. “Come tutti i settori, anche il turismo risente di una crisi spaventosa - ci dice Il segretario Uil Tucs, Antonio Andrisano –  non passa giorno che ci sono chiusure di negozi, che ci convochino per procedure di mobilità e di cassa integrazione, per cui noi scioperiamo contro questa situazione e pensiamo che ci debba essere la solidarietà di tutti, e che solo con queste iniziative possiamo spingere il governo e il presidente del consiglio  discutere con noi su queste problematiche. Lo sviluppo del turismo a Brindisi è fondamentale specie per i giovani, per creare prospettive e occupazione per i giovani”.

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