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Cronaca

Migranti minorenni, il Tar sospende la chiusura delle strutture

Accolta la sospensiva presentata dagli avvocati della coop di Brindisi

BRINDISI – Congelati sino all’udienza di merito davanti al Tar i provvedimenti di chiusura per inidoneità delle strutture destinate ad ospitare migranti minorenni non accompagnati: i giudici della sezione di Lecce hanno accolto la sospensiva chiesta dai legali della cooperativa Giocartacli di Brindisi che ha in gestione i due centri.

fabio patarnello-2Nella giornata odierna, sabato 23 dicembre 2017, gli avvocati Fabio Patarnello (nella foto accanto) e Luigi Mariano, entrambi del foro di Lecce, hanno discusso la richiesta di “provvedimento presidenziale ante causam”, impugnando le revoche delle autorizzazioni al funzionamento delle  strutture Giocasa  e Favorita, la prima nell'estrema periferia sulla ex statale 16 per Brindisi, l’altra al confine con San Michele Salentino, ma entrambe riconducibili alla stessa persona di Brindisi, Piero Bevacqua.
Gli avvocati hanno evidenziato “alcune irregolarità procedimentali nella fase istruttoria che ha preceduto i provvedimenti di revoca” hanno, inoltre, sottolineato “i danni, anche per i minori, derivanti dalla immediatezza degli effetti dei provvedimenti di revoca e di chiusura”.

Per correttezza nei confronti delle Amministrazioni resistenti, vale a dire il Comune di San Vito dei Normanni e il Comune di Brindisi, capofila dell’Ato Brindisi 1, i legali hanno “provveduto a inoltrare atto di diffida” con il quale è stato “chiesto di soprassedere dall’adozione di ulteriori atti, fino alla decisione cautelare richiesta. Arrivata nel primo pomeriggio di oggi.  

“Solo qualche ora dopo avere ricevuto la notifica a mezzo pec dell’atto di diffida, l’Amministrazione cittadina di Brindisi ha inviato una comunicazione pec alla cooperativa, con la quale ha informato di avere disposto il trasferimento immediato di dieci ospiti delle strutture”, fa sapere l’avvocato Patarnello. “La comunicazione lascia del tutto perplessi, perché non vi sono ragioni di urgenza e perché correttezza istituzionale avrebbe dovuto indurre il Comune ad attendere quanto meno la decisione cautelare del Tar di lecce, prima di adottare provvedimenti che inevitabilmente si riverbereranno  sulla serenità dei ragazzi, attualmente inseriti in programmi e progetti tuttora in corso”, prosegue il legale.

Con la pronuncia del Tar, quindi, tutti gli atti sono stati sospesi in attesa che i giudici entrino nel merito della questione. L’effetto di “congelamento” proprio della sospensiva dovrebbe restare sino al prossimo mese di gennaio, quando si svolgerà l’udienza.

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