Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

La lettera al direttore di Telenorba: “Sei sul tiro. Ti spappolo il cervello”

L’episodio, di cui è stato vittima il giornalista Vincenzo Magistà, è stato reso noto solo oggi e si aggiunge a quelli subiti in questi mesi dalle due magistrate salentine. L’autore è sempre il brindisino Pancrazio Carrino

LECCE/BRINDISI - “Sei sul tiro. Il vaso è colmo per intero, fai cadere un’altra goccia e ti ammazzo. Oppure ammazzo chi ti è caro, o ancora  un tuo collega del tuo Tg. Ti spappolo il cervello”: sono alcuni dei passaggi dell’inquietante lettera intimidatoria giunta il 21 novembre del 2023 nella sede a Conversano dell’emittente televisiva “Telenorba”, e indirizzata al direttore Vincenzo Magistà. Anche questi, insieme alla sostituta procuratrice Carmen Ruggiero e alla gip del tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano, era finito sulla lista nera di Pancrazio Carrino, 42 anni, di San Pancrazio (Brindisi).

C’era la sua firma, lasciata col sangue, sulla missiva che, come le altre indirizzate alle due magistrate, è poi stata oggetto di perizia grafologica, e in questo caso anche biologica, a ulteriore conferma dell’identità del mittente.

Le ragioni di tanto astio sono legate alla diffusione della notizia, prima nell’ordinanza di custodia cautelare scaturita dall’inchiesta “The Wolf” sul clan Lamendola-Cantanna, poi dal tgNorba di una presunta violenza sessuale commissionata dallo stesso, per vendetta, a un trans nei riguardi di una donna a lui molto vicina. L’episodio, mai denunciato e seppur non contestato nel procedimento, fu menzionato dalla giudice Mariano per meglio descrivere la personalità dell’indagato e il suo inserimento nel sodalizio, sodalizio che, in effetti, ritenendo lo stupro una condotta lontana dal codice d’onore mafioso, lo avrebbe successivamente tenuto in “isolamento” e sotto rigida sorveglianza.

Dunque, seppur la vicenda della violenza fosse già “chiacchierata” nell’ambiente criminale, per Carrino, la divulgazione delle informazioni contenute nell’ordinanza "The Wolf", tramite l’emittente locale, l’avrebbe definitivamente disonorato e screditato al punto da tentare il suicidio e infine auspicare la morte di chi riteneva causa del suo male.

“La vostra vita non mi costa niente. Per ora la priorità ce l’hanno i magistrati, non posso avere tutto e subito, nella vita. Per ora campa e rifletti, prega Dio che la mia sete di vendetta si plachi con la sorte della Mariano e del procuratore Carmen Ruggiero, di solito sono uno che non si accontenta mai degli obiettivi che raggiunge”: si legge in un altro passaggio della lettera, la cui finalità, per il giudice del tribunale di Potenza Antonello Amodeo (che ha disposto per il 42enne l'arresto in carcere, dove di fatto era già detenuto nell'ambito del procedimento "The Wolf"), sarebbe stata quella di condizionare l’attività professionale del giornalista e dissuaderlo dal dare ulteriore risalto allo stupro, rispetto al quale ha in più circostanze proclamato la sua totale estraneità e innocenza.

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