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“Minacce elettorali su Whatsapp”: Pietanza a processo. Per Luperti abuso d’ufficio: abbreviato

La società parte civile chiede danni anche d’immagine. Assente il Comune. L’imputato è ai domiciliari dal 10 maggio scorso: è accusato anche di furto di computer del Comune

BRINDISI – Sarà un processo a stabilire se ci sia stata o meno concussione elettorale nel periodo delle amministrative del 2016 a Brindisi, così come contestato dalla Procura nei confronti di Daniele Pietanza, ai domiciliari dal 10 maggio scorso: il dipendente della Multiservizi è stato rinviato al giudizio del Tribunale e affronterà il dibattimento per i messaggi audio inviati su Whatsapp per sostenere la candidatura a consigliere comunale di Pasquale Luperti per il quale c’è stata richiesta di abbreviato di fronte all’accusa di abuso d’ufficio.

Processo ordinario

Daniele Pietanza-2Dopo l’udienza preliminare di questa mattina, 16 ottobre 2018, davanti al gup Vittorio Testi, si sdoppia, quindi, il procedimento penale scaturito dalle indagini avviate sulla Multiservizi, la società partecipata del Comune di Brindisi, riconosciuta dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Giuseppe De Nozza, parte lesa in relazione alle condotte contestate agli imputati. Da un lato Pietanza e Zuccaro, presenti oggi in udienza,  accusati di minacce a sfondo elettorale, per i quali ci sarà il dibattimento, con prima udienza fissata per il prossimo mese di gennaio. Il difensore di Pietanza, Livio Di Noi, depositerà istanza di scarcerazione in cancelleria non essendoci più esigenze cautelari, secondo il penalista.

Richiesta di abbreviato

Dall’altro, l’ex assessore all’Urbanistica Luperti, ricandidato al Comune, all’epoca nella lista di Impegno sociale, per il quale c’è stato lo stralcio con fissazione di una nuova udienza preliminare in primavera. In quella sede verrà discussa la richiesta di ammissione al rito alternativo avanzata dal difensore di fiducia, Laura Beltrami. Anche Luperti era presente in udienza.

Richiesta di giudizio abbreviato, vale a dire allo stato degli atti, con riduzione della pena di un terzo, in caso di condanna, anche per Tramonte e Magrì, imputati in concorso con Luperti di abuso d’ufficio. Il campo di imputazione si riferisce alla rimozione della carcassa di un topo dall’abitazione della donna, su richiesta del collega

La Multiservizi chiede i danni

Pasquale LupertiIn entrambi i casi, tanto con riferimento al filone Pietanza-Zuccaro, che rispetto a quello di Luperti, la Multiservizi ha chiesto di costituirsi parte civile ai fini del risarcimento dei danni, sia patrimoniali che morali, conseguenza della lesione dell’immagine della società, per effetto delle condotte contestate. La Multiservizi sarà rappresentata nei giudizi dall’avvocato Rosario Almiento.

Il penalista ha presentato istanza nei confronti di tutti gli imputati, oltre che rispetto a Pietanza e Luperti: Carlo Zuccaro, Bruno Giannotte, Nicola Iacobazzi e Cosimo Rizzello, tutti dipendenti della partecipata, nonché nei confronti di Pasquale Magrì e Maristella Tramonte

Nell’istanza depositata dal penalista non c’è stata quantificazione dell’ammontare del ristoro. L’incarico è stato conferito dall’amministratore unico della Multiservizi, Giovanni Palasciano, di recente confermato dal sindaco Riccardo Rossi, in continuità con la nomina tecnica decisa dalla gestione commissariale.

Il Comune di Brindisi

Non c’è stata, invece, istanza di costituzione di parte civile dal Comune di Brindisi, parte lesa con riferimento al furto di sei computer custoditi in una stanza di Palazzo Guerrieri, sede decentrata di alcuni uffici dell’Amministrazione. L’Ente avrà tempo sino alla prima udienza del dibattimento. La decisione spetta alla Giunta, su proposta dell’assessore al Contenzioso, Mauro Masiello.

Messaggi audio su Whatsapp

Il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza ha ribadito in che gli audio su Whatsapp contenevano “minacce gravi o comunque pressioni sui dipendenti della società partecipata” nel periodo delle amministrative di due anni fa. Per Zuccaro, in fase di indagini preliminari, il pm aveva  chiesto gli arresti domiciliari, a fronte della richiesta di carcere per Pietanza, respinta dal gip. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il giudice ha riportato il testo dell’audio inviato sulla messaggistica Whatsapp, nei giorni precedenti al secondo turno elettorale tra i candidati sindaco di Brindisi Angela Carluccio e Nando Marino, con invito a votare la prima. Poi risultata eletta. E sostenere Luperti. La voce era quella di Zuccaro, ma l’audio venne spedito dall’utenza cellulare di Pietanza: “Prendiamoci per mano e andiamo a votare il nostro sindaco Angela Carluccio, tutti insieme. Amici miei, votiamo Lino Luperti come consigliere comunale” . E ancora: Buongiorno amici, grazie a tutti per l’ottimo risultato fatto avere al nostro caro amico Lino, adesso tutti insieme dobbiamo votare il nostro sindaco Angela Carluccio, tutti insieme ragazzi, prendiamoci per mano e andiamo a votare Angela Carluccio olee’”.

I due dipendenti della società in house, avrebbero agito “in unione tra loro, cin più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”: Pietanza in qualità di “responsabile del coordinamento dei settori e dei servizi della Bms nonché di esecutore materiale dei reati, Zuccaco in qualità di collaboratore diretto di Pietanza ed esecutore materiale”. Pietanza, inoltre, secondo quanto condiviso dal gip avrebbe “abusato della sua qualifica formale e del ruolo rivestito all’interno della srl, della quale di fatto ne era divenuto l’amministratore. Mentre Pietanza avrebbe fatto affidamento sulla “forza intimidatrice ingenerata negli altri dipendenti dall’essere persona pluripregiudicata per reati contro il patrimonio e in materia di contrabbando”.

La lite nella società

Brindisi MultiserviziIn tale contesto marcatamente elettorale, Pietanza avrebbe “ordinato, senza averne titolo, all’ufficio amministrativo della Multiservizi, di non effettuare il pagamento dello stipendio del mese di giugno ai dipendenti della squadra addetta al verde pubblico e coordinata sa Sandro Trane”. Di questo gruppo avrebbero parte cinque brindisini i quali si “erano dichiarato orientate a votare il candidato sindaco Nando Marino”. Trane sporse denuncia lamentando l’accaduto.

Pietanza e Zuccaro, inoltre, avrebbero minacciato il responsabile del settore Affari legali, contenzioso, telefonia, contratti, il cui padre si era candidato a sostengo di Marino: nell’impostazione accusatoria, i due avrebbero fatto sapere alla dirigente che, “ove Nando Marino non avesse vinto le elezioni, avrebbero trovato un cavillo giuridico per cacciarla via dalla Multiservizi”. Tutto questo “in data anteriore e prossima al 20 giugno 2016”.

Il furto dei computer del Comune e il peculato

Pietanza e Bruno Giannotte, altro dipendente della Multiservizi, sono accusati di furto per aver “asportato sei computer di proprietà del Comune di Brindisi”, custoditi a Palazzo Guerrieri e destinati allo Smart Lab, con danno per l’Ente pari a 9.400 euro La ricettazione di uno dei pc è contestata ad Antonio Sirio, cognato di Pietanza, per il quale il pm aveva chiesto i domiciliari, negati dal gip.

Il peculato per l’”appropriazione di quattro pneumatici e altrettanti cerchi di veicoli della Multiservizi” è accusa mossa a Pietanza, Sirio e Nicola Iacobazzi, altro dipendente della partecipata del Comune.

Abuso di ufficio

Il pm Giuseppe De NozzaL’accusa di abuso d’ufficio è stata contestata a  Pasquale Magrì, Maristella Tramonte, entrambi impiegati dell’ufficio provinciale del Lavoro e Cosimo Rizzello, dipendente Multiservizi, oltre che Luperti e Pietanza perché questi ultimi avrebbero ordinato la rimozione della carcassa di un topo morto dall’abitazione privata di Tramonte, dopo la telefonata di Magrì a Luperti.

Le richieste di archiviazione

Il pm non ha esercitato l’azione penale nei confronti di tre persone, inizialmente destinatarie di avviso di garanzia: Pasquale Priore Oliva, pediatra di fiducia della famiglia di Pasquale Luperti, Paolo Lanza e Raffaele Zuccaro, dipendenti della Multiservizi. De Nozza ha chiesto l’archiviazione della posizione, anche dopo aver ascoltato gli indagati, finiti sotto la lente di ingrandimento per la “riparazione e il rifacimento del muro lesionato di proprietà del medico”. La contestazione era stata mossa anche nei confronti di Luperti. Questione archiviata.

La difesa

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Giuseppe Guastella, Laura Beltrami,  Daniela Faggiano, Carmelo Molfetta, Silvio Molfetta e Paoloantonio D'Amico.

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