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“Minacce su Whatsapp per votare Luperti e Carluccio alle elezioni”

Nell’inchiesta l’audio con la voce di Carlo Zuccaro, dipendente Multiservizi, Pietanza “divenuto l’amministratore di fatto della società”: “Andiamo a votare Lino Luperti come consigliere comunale e Carluccio sindaco, prendiamoci per mano”

BRINDISI – “Prendiamoci per mano e andiamo a votare il nostro sindaco Angela Carluccio, tutti insieme. Amici miei, votiamo Lino Luperti come consigliere comunale”: c’è un messaggio audio che ha viaggiato su Whatsapp alla base dell’inchiesta della Procura sfociata nell’arresto, ai domiciliari, del brindisino Daniele Pietanza, dipendente della società Multiservizi, partecipata del Comune, con l’accusa di concussione elettorale.

L’audio su Whatsapp

L’audio, a quanto si apprende, sarebbe stato acquisito dagli agenti della Digos diretti da Antonio Calio’ e sarebbe alla base dell’ipotesi di Daniele Pietanza-2reato contestata dal pm Giuseppe De Nozza a Pietanza in concorso con Carlo Zuccaro, anche lui dipendente della Multiservizi, con riferimento al periodo delle elezioni 2016 per la scelta diretta del candidato sindaco di Brindisi e per il secondo turno del ballottaggio a distanza di due settimane. Anche per Zuccaro, il pm aveva chiesto l’arresto ai domiciliari. L’avvocato Angela Carluccio, sindaca di Brindisi, poi sfiduciata fuori dall’Aula del Consiglio, è assolutamente estranea all’inchiesta.

I ruoli contestati

Secondo quanto contestato nel provvedimento di custodia cautelare, i due dipendenti della società in house, avrebbero agito “in unione tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso”: Pietanza cin qualità di “responsabile del coordinamento dei settori e dei servizi della Bms nonché di esecutore materiale dei reati, Zuccaro in qualità di collaboratore diretto di Pietanza ed esecutore materiale”. Pietanza, inoltre, secondo quanto condiviso dal gip avrebbe “abusato della sua qualifica formale e del ruolo rivestito all’interno della srl, della quale di fatto era divenuto l’amministratore. Mentre Pietanza avrebbe fatto affidamento sulla “forza intimidatrice ingenerata negli altri dipendenti dall’essere Zuccaro persona pluripregiudicata per reati contro il patrimonio e in materia di contrabbando”.

Le elezioni e le presunte minacce

Sotto la lente di ingrandimento della Procura, come già anticipato da BrindisiReport, sono finite le “elezioni amministrative del 2016 per l’elezione del sindaco”, per le quali si rese necessario il secondo turno. In questo periodo, secondo l’accusa, sarebbero state esercitate “minacce gravi e comunque pressioni su dipendenti della Multiservizi”. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip riprendendo la richiesta del pm ha riportato i nomi di sette dipendenti: sarebbero stati “costretti a votare Lino Luperti, candidato consigliere nella lista Impegno sociale, a sostegno di Angela Carluccio”.

Il telefono cellulare di Pietanza

Le “minacce e le pressioni” sarebbero state veicolate usando l’utenza cellulare di Pietanza. Ci sarebbero stati messaggi, tra i quali l’audio su Whatsapp “recante la registrazione della voce di Carlo Zuccaro”. Il testo riportato nell’ordinanza è il seguente: “Buongiorno amici miei, mi raccomando domenica andiamo a votare Lino Luperti come consigliere comunale e come sindaco la Carluccio, Angela la Carluccio, ok ragazzi? Tutti a votare oléee’”. E ancora: “Buongiorno amici, grazie a tutti per l’ottimo risultato fatto avere al nostro caro amico Lino, adesso tutti insieme dobbiamo votare il nostro sindaco Angela Carluccio, tutti insieme ragazzi, prendiamoci per mano e andiamo a votare Angela Carluccio oléee’”.

multiservizi assemblea 2-2

Il presunto ricatto degli stipendi

In tale contesto marcatamente elettorale, Pietanza avrebbe “ordinato, senza averne titolo, all’ufficio amministrativo della Multiservizi, di non effettuare il pagamento dello stipendio del mese di giugno ai dipendenti della squadra addetta al verde pubblico e coordinata da Sandro Trane”. Di questo gruppo avrebbero parte cinque brindisini i quali si “erano dichiarato orientate a votare il candidato sindaco Nando Marino”. Anche l’imprenditore che poi perse al ballottaggio è assolutamente estraneo all’inchiesta.

Pietanza e Zuccaro, inoltre, avrebbero minacciato il responsabile del settore Affari legali, contenzioso, telefonia, contratti, il cui padre si era candidato a sostengo di Marino: nell’impostazione accusatoria, i due avrebbero fatto sapere alla dirigente che, “ove Nando Marino non avesse vinto le elezioni, avrebbero trovato un cavillo giuridico per cacciarla via dalla Multiservizi”. Tutto questo “in data anteriore e prossima al 20 giugno 2016”.

Nelle prossime ore Pietanza affronterà l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa.

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