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Protesta contro Enel: imprenditore di nuovo in cima a torre di Cerano

E' salito per l'ennesima volta sulla torre numero 8 del nastro trasportatore del carbone che alimenta la centrale Enel di Cerano, l'imprenditore Giuseppe Palma, di Monteroni, il quale continua a sostenere di vantare crediti dalla società elettrica

BRINDISI - E' salito per l'ennesima volta sulla torre numero 8 del nastro trasportatore del carbone che alimenta la centrale Enel di Cerano, l'imprenditore Giuseppe Palma, di Monteroni, il quale continua a sostenere di vantare crediti dalla società elettrica per commesse di manutenzione. E' accaduto attorno alle 14, e si tratta della quarta volta che Palma inscena la stessa protesta. La prima il 7 marzo scorso, poi in successione più rapida il 18 e il 27 luglio.

Palma è uno dei personaggi-chiave dell'indagine in corso sugli appalti nella termoelettrica di Brindisi, che vede già indagate numerose persone, inclusi alti dirigenti Enel, ed ha rilasciato copiose dichiarazioni al pm di Brindisi sul meccanismo delle gare e sulle presunte tangenti circolate. Enel, a sua volta, ha consegnato un esposto agli inquirenti, i sostituti procuratori Milto Stefano De Nozza e Francesco Vincenzo Carluccio.

Carabinieri e Vigili del Fuoco ai piedi della Torre 8-2

Ancora una volta, il luogo della protesta è stato raggiunto subito da vigili del fuoco, polizia e carabinieri. Giuseppe Palma è rimasto in cima alla torre numero 8 sino alle 16, poi è sceso. Si guadagnerà una nuova denuncia per accesso abusivo nell'area della centrale a carbone, ma è non si può escludere che torni a manifestare nuovamente.

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