Cronaca

"Mio cognato abusava di me". Ma la sorella non le crede

BRINDISI – Avrebbe molestato la giovanissima cognata per ben quattro anni, sino a quando la ragazza, ora diciannovenne, non denunciò quanto era costretta a subire. Aveva tentato di tutto per liberarsi della persecuzione sessuale che la opprimeva,informandone infine la sorella, moglie di quell’uomo che la tormentava. Ma la sorella non le aveva creduto più di tanto. “Ma solo perché ha paura del marito che è un uomo violento”, ha detto la madre delle due donne ieri mattina in tribunale, nel corso dell’udienza dinanzi al collegio presieduto da Gabriele Perna.

Palazzo di Giustizia

BRINDISI - Avrebbe molestato la giovanissima cognata per ben quattro anni, sino a quando la ragazza, ora diciannovenne, non denunciò quanto era costretta a subire. Aveva tentato di tutto per liberarsi della persecuzione sessuale che la opprimeva,informandone infine la sorella, moglie di quell'uomo che la tormentava. Ma la sorella non le aveva creduto più di tanto. "Ma solo perché ha paura del marito che è un uomo violento", ha detto la madre delle due donne ieri mattina in tribunale, nel corso dell'udienza dinanzi al collegio presieduto da Gabriele Perna.

A quel punto, di fronte al muro contro il quale andava a cozzare, non riuscendo a liberarsi in altro modo di questo cognato ossessionato dal sesso, la ragazza si rivolse alle forze dell'ordine. E la storia finalmente ebbe fine. M. F., brindisino, è finito sotto processo per violenza sessuale e maltrattamenti. La presunta vittima delle violenze è stata interrogata ieri mattina. La ragazza, tra molto imbarazzo, ha risposto alle domande del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza. Secondo la parte lesa le attenzioni del cognato nei suoi confronti iniziarono quando lei aveva quindici anni. Ha detto che non c'è mai stata penetrazione, ma rapporti sessuali parziali si.

Spesso lui la costringeva, mentre si trovavano in macchina, a vedere film pornografici e a subire palpeggiamenti. La ragazza dopo un paio di anni di queste vicende, si rivolse alla sorella, moglie del violentatore. Le disse ciò che era costretta a subire dal marito. Ma la donna non le credette. "Mia sorella è una bugiarda", ha detto ieri mattina nel corso dell'interrogatorio. L'ha accusata di essersi inventata tutto.

Dinanzi ai giudici sono state chiamate anche la madre delle due donne e altre due sorelle. Praticamente c'è stata uno scontro in famiglia. Sorelle e madre contro la moglie del presunto violentatore. "Lo difende perché ha paura - hanno ripetuto- e non si preoccupa di dire che sua sorella si è inventato tutto". La linea difensiva dell'imputato è che la cognata si è inventata tutto. L'udienza è stata rinviata all'1 dicembre. Saranno sentiti altri testi e l'imputato.

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