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Mistero sul verbale dei compensi Aro: al Comune non si trova

Anche gli agenti della Digos a mani vuote: a Palazzo di città rinvenuto solo un foglio scritto a penna con indicazione di nomi e importi, nessuna indicazione su criteri e conteggi. La sindaca chiede la restituzione di 188.479 euro entro 30 giorni. Del Citerna ha già rinunciato al decreto ingiuntivo ottenuto, Destino non ha autorizzato il pagamento a se stessa

BRINDISI – A Palazzo di città più di qualcuno sostiene che ora ci siano gli estremi per parlare a tutti gli effetti di mistero legato ai compensi dell’ufficio Aro, già oggetto di contenzioso interno tra la sindaca e il segretario generale nonché di indagine della Digos. Il motivo? Non si trova il verbale con il quale nel 2014 venne costituito l’ufficio con assegnazione degli incarichi e indicazione dei criteri per la definizione degli importi da riconoscere. Somma che ammonta a 188.479 euro, stando ai mandati di pagamento acquisiti dagli agenti e ancor prima raccolti dalla stessa Angela Carluccio, tramite il suo ufficio di Gabinetto.

Angela Carluccio-6Quel documento non c’è. Lo hanno cercato i dirigenti del Comune, lo hanno chiesto i poliziotti della Digos venerdì scorso quando hanno fatto visita per approfondire il caso. Come sia possibile, nessuno lo sa. Sembra che anche questo sia diventato un interrogativo oggetto di accertamenti da parte degli agenti. Si apprende, invece, dell’esistenza e quindi del ritrovamento di un foglio scritto a penna con indicazione di una serie di nomi in elenco con importi accanto. Chi lo ha scritto? Anche questo sarebbe aspetto da chiarire, per lo meno in sede “interna”, vale a dire tra i funzionari del Palazzo delegati alla ricerca dei documenti da parte della prima cittadina per la quale il caso Aro è tutt’altro che da archiviare.

Si scopre, infatti, che manca anche un altro verbale dell’assemblea Aro, quello che si riferisce all’ultimo incontro avvenuto lo scorso 6 marzo. In questo caso, una risposta ci sarebbe: non è stato ancora redatto e quindi depositato. C’è una bozza che in quanto tale non ha valore ufficiale. Per quale ragione? Dal Palazzo rispondono così: “Non corrisponde al reale contenuto dell’incontro molto più articolato, come sostiene la stessa sindaca”. In altre parole, la bozza sarebbe un sunto che Angela Carluccio non condivide non perché sia soltanto riduttiva ma perché non sarebbero state riportate le problematiche reali sollevate in quella sede.

La sindaca, inoltre, qualche giorno fa ha chiesto ai dirigenti competenti di attivare tutti gli atti necessari per recuperare le somme corrisposte ai componenti dell’ufficio Aro Brindisi 2 di cui il Comune è capofila. E di farlo a stretto giro. Al massimo entro giorni. Il termine dovrebbe decorrere dalla ricezione della missiva da parte dei dipendenti e dei funzionari che hanno fatto parte dell’ufficio, due dei quali – stando agli atti – hanno rinunciato sia pure in tempi diversi e seguendo strade differenti.

Il dirigente degli Affari generale, Costantino del Citerna, ha rinunciato al decreto ingiuntivo che il suo legale, Carmela Lo Martire, assessore al Bilancio nella passata Amministrazione, è riuscita a ottenere dal Tribunale di Brindisi. In questo caso la somma è pari a 63mila euro: Del Citerna sosteneva di non averla mai incassata, da qui l’azione in sede civile che pende dinanzi al Tribunale posto che la rinuncia è arrivata dopo il deposito dell’impugnativa da parte del Comune.

La collega responsabile dei Servizi finanziari, Mirella Destino, non ha ricevuto compensi. Lei stessa non ha autorizzato il pagamento in suo favore, stando alle mail spedite all’ufficio stipendi. Come mai? Non risulta, al momento, essere pervenuta alcuna giustificazione. Vero è che l’invito alla restituzione non le sarà recapitato.

La ripetizione delle somme, invece, sarà chiesta all’ex segretario generale Paola Giacovazzo per 60mila euro, all’ingegnere Gianlugi Fantetti per 36mila, a Cristina Guadalupi per 33.600, a Rosanna De Angelis per 21mila e allo stesso attuale segretario generale Giuseppe Salvatore Alemanno per seimila euro, somma conteggiata dallo scorso mese di ottobre. Come si ricorderà, Alemanno è stato incaricato dalla sindaca di procedere con la raccolta di informazioni e atti per ricostruire la storia dei compensi Aro e il risultato delle verifiche condotte è stato tale da affermare la legittimità e liceità dei pagamenti. Con conseguente raffreddamento dei rapporti tra i due.

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