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“Mobbing a scuola, ci sono anche fonoregistrazioni e documenti”

L’avvocato dell’impiegato che denunciò la dirigente: “Per quattro anni costretto a registrare la sua vita”

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota dell’avvocato Fiorino Ruggio del foro di Lecce, il legale che ha rappresentato il dipendente di un istituto scolasticodel Brindisino, nel procedimento penale scaturito dalla denuncia di quest’ultimo nei confronti della dirigente scolastica. Era stato contestato il mobbing in ambito scolastico, il gup del Tribunale di Brindisi ha archiviato.

FIORINO RUGGIO AVVOCATO-3In ordine all’articolo pubblicato in data 14.1.2018, avente ad oggetto la notizia dell’archiviazione in capo alla dirigente di un istituto scolastico, mi preme rappresentare –fermo restando i rimedi giudiziali che possono essere apprestati, quanto alle azioni legali ad esperirsi- che gli episodi lamentati nell’esposto penale, suffragati da documenti e fonoregistrazioni, sono stati indicati nella misura di quasi 190.

Si comprenderà ovviamente che una motivazione di così poche pagine altro non è che il frutto di una mancata indagine: i reati erano da qualificarsi anche come commessi in danno della Pubblica amministrazione. Assumere nel provvedimento che la minaccia o la persecuzione non sono tali solo perché un individuo resiste, e che la vita quotidiana non muti solo perché la persona offesa si difende, non so cosa possa significare in diritto: forse occorre andare necessariamente in depressione ed essere distrutti da chi della funzionalità ne fa uno strumento di soggezione psicologica quotidiana, che mina alle fondamenta il concetto di dignità.

Ad ogni buon conto, gli atti sono nel fascicolo del gip e se la dirigente ritiene di non aver commesso alcunché in danno della persona offesa anzi, se magari ritiene di essere stata lesa, denunci la medesima per calunnia o la convenga davanti al giudice civile: in ambedue i casi si capirà se i “non ricordo” di un impiegato o le “minimizzazioni” di un preside, racchiusi in una scarna facciata di un verbale di indagine corrispondano al vero. La persona offesa, che non ha inteso piegarsi alla condotta della dirigente ha dovuto registrare la propria vita lavorativa per circa quattro anni –dal 2012 al 2016- per non essere stritolato.

Le motivazioni rese dal gip, con tutto il rispetto, non hanno considerato quanto altri giudici, per casi analoghi hanno per contro stabilito: resta il fatto che quanto sia stato incartato negli atti è il vero fino a quando non ci sarà una smentita da parte della Pubblica Amministrazione.

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