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Moduli rimovibili per salvare le spiagge: “Proviamoli a Cala Materdomini”

A Lido Paestum sono stati sperimentati per la prima volta i moduli anti erosione ideati dal brindisino Giuseppe Tamburrano: un’invenzione che lo stesso vorrebbe applicare anche presso la spiaggia brindisina

BRINDISI – Sulla spiaggia di Lido Paestum, in provincia di Salerno, sono stati sperimentati per la prima volta i moduli anti erosione ideati dal brindisino Giuseppe Tamburrano: un’invenzione che lo stesso vorrebbe applicare anche presso la spiaggia di Cala Materdomini, dove sono ancora in stand by i lavori di realizzazione di uno stabilimento balneare pubblico, al posto dei ruderi dell’ex lido dei sottufficiali della Marina Militare.

Con l’attestato di brevetto per invenzione industriale concesso dal ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 16 novembre, si è concluso un iter burocratico iniziato nel maggio 2016, con il deposito del progetto.

Moduli anti erosione Giuseppe Tamburrano 2-2

Caratteristiche tecniche dei moduli

Il titolo dato all’invenzione (“modulo per un sistema modulare antierosione delle coste e sistema modulare comprendente”) è degno di un rompi capo. In sostanza, per semplificare il concetto, Tamburrano ha messo a frutto la sua lunga esperienza in ambito marittimo (sia come sub che come dipendente della Tecnomare) escogitando delle piccole barriere rimuovibili, con impatto ambientale estremamente limitato, che difendono la battigia dall’aggressione delle mareggiate. In questo modo è stata trovata una soluzione innovativa (e low cost) a un fenomeno, quello dell'erosione costiera, che sta mettendo in seria difficoltà il settore turistico. 

Al contrario di tutti gli altri sistemi antierosione, i moduli di Tamburrano, anziché ridurre la forza d’impatto sulla linea di riva, ne agevolano il riflusso e l’avanzamento. Inoltre il modulo blocca il riflusso dell’onda, ostacolando l’asportazione di sabbia e granuli degli strati superficiali della spiaggia lambiti dalle onde. Allo stesso tempo, frenando il deflusso, obbliga alla decantazione le sospensioni presenti nell’onda in partenza.

Moduli anti erosione Giuseppe Tamburrano 3-2

Grazie ai moduli, insomma, i granelli di sabbia portati dal mare vengono trattenuti sull’arenile, contribuendo al ripascimento della spiaggia. Il sistema di ancoraggio al fondale (un cavo d’acciaio sul quale viene collocata la base del modulo) è stato concepito con l’obiettivo di rendere facilmente posizionabile e rimovibile il modulo, per cui è possibile porlo in opera durante l’inverno per poi rimuoverlo durante la stagione balneare. 

La sperimentazione sul litorale campano

Tamburrano ha invano cercato degli sponsor, fra enti pubblici e privati, per la sperimentazione del sistema nel Brindisino. La possibilità di passare dalla teoria alla pratica si è concretizzata nel comune di Capaccio, sul litorale di Salerno, dove un consorzio locale di gestori di stabilimenti balneari, d’intesa con le associazioni ambientaliste e gli enti locali, ha dato il via libera all’installazione (sperimentale) dei moduli. Oltre a confermare che l’idea funziona, perché nell’arco di poche ore la spiaggia di Lido Paestum è cresciuta a vista d’occhio, l’esperimento ha fornito delle indicazioni su delle migliorie da apportare al progetto. 

Moduli anti erosione Giuseppe Tamburrano 4-2

Cala Materdomini: “Sperimentiamoli anche lì”

“La valenza pratica sulla prima intuizione – dichiara Tamburrano – è stata confermata. Adesso si può proporre alla mia città la seconda fase di sperimentazione proprio per le problematiche emerse per Cala Materdomini”. Si tratta, come noto, di problematiche riguardanti l’idoneità della sabbia da utilizzare per il ripascimento della spiaggia, che non esiste più a causa dell’erosione esercitata dalle mareggiate. 

Cala Materdomini: resta il nodo sul ripascimento della spiaggia

cala materdomini-2-7

“Nel comune di Capaccio/Paestum, che mi ha ospitato – spiega Tamburrano - ho avuto modo di apprezzare, prima della sperimentazione, una grande disponibilità nell'ambito di una riunione in cui erano presenti tutte le parti interessate con grande spirito collaborativo”. 

“L'amministrazione comunale – si chiede l’inventore - sarebbe disponibile a investire per una seconda fase sperimentale proprio a Cala Materdomini? E poi in caso di successo ci sarebbe una classe imprenditoriale disposta ad investire per produrre questo nuovo manufatto in un settore affamato di soluzioni per intervenire sul problema dell'erosione costiera? Mi piacerebbe – conclude Tamburrano - che fosse un imprenditore brindisino a guardare oltre le rendite di posizione investendo sul territorio e scommettendo sullo sviluppo di questa ideazione”.

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