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Shopper, molti negozi ancora fuori legge: 55mila euro di multe

Continua la campagna di controlli dei Carabinieri Forestali in tutta la provincia di Brindisi, per verificare se gli esercizi commerciali si sono adeguati alle normative europee e nazionali sui sacchetti della spesa

BRINDISI - Continua la campagna di controlli dei Carabinieri Forestali in tutta la provincia di Brindisi, per verificare se gli esercizi commerciali si sono adeguati alle normative europee e nazionali che disciplinano la commercializzazione dei “sacchetti da asporto” o “shopper”, le comuni buste per la spesa.

Le sanzioni per le violazioni alle norme sono pesanti: da 2.500 a 25.000 euro, che possono essere quadruplicate in caso di ingenti quantità di sacchetti fuori norma. I controlli effettuali dai Carabinieri Forestali a partire dall’ inizio di giugno, in provincia di Brindisi, hanno evidenziato una situazione di illegalità ancora abbastanza diffusa, soprattutto fra gli esercizi commerciali medio-piccoli: in meno di un mese, infatti, sono state inflitte “multe” per un importo complessivo di 55.000 euro.

Considerati questi dati, al fine di combattere il fenomeno della commercializzazione illecita, che spesso, come detto, apre la porta all’ illecito smaltimento di rifiuti, l’attività di controllo proseguirà su tutto il territorio provinciale, confidando anche nella sensibilità ambientale ed il senso civico della collettività, attraverso le segnalazioni di casi di illegalità.

I sacchetti a norma monouso devono essere realizzati in materiali biodegradabili e compostabili, e quindi utilizzabili anche come contenitori per la raccolta differenziata di rifiuti (es. organico, umido), decomponendosi insieme a questi ultimi.

La biodegradabilità prescritta dalla legge deve raggiungere almeno il 90% entro 180 giorni, con un contenuto entro limiti minimi di metalli e sostanze pericolose. I sacchetti conformi alla legge si riconoscono per la dicitura di richiamo alla norma tecnica Uni En 13432:2002, oppure con il logo di uno o più degli organismi di certificazione riconosciuti.

I sacchetti riutilizzabili, invece, sono di maggiore spessore, poiché più resistenti, e contenere fino al 10% di plastica riciclata, per il resto sono di solito realizzati in tessuti vegetali, e si differenziano nei parametri a seconda che abbiano manici interni o esterni.

Attenzione ai sacchetti in plastica utilizzati per la frutta: questi possono essere utilizzati solo all’interno dell’esercizio commerciale, mentre all’esterno possono essere portati solo contenitori di una delle due tipologie descritte (monouso o riutilizzabili).

Lo spirito della legge (n. 28 del 24 marzo 2012, le cui violazioni sono sanzionate a partire dal 21 agosto 2014) è quello di eliminare dall’ambiente potenziali rifiuti di difficile degradabilità, come sono i sacchetti di plastica (polietilene) “classici”.

Se si aggiunge che sul nostro territorio, purtroppo, è ancora invalsa la condotta illecita di dare fuoco ai rifiuti abbandonati (integrando il reato di combustione illecita di rifiuti, previsto dall’ art. 256-bis del Testo Unico sull’ Ambiente, Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006), ben si comprende l’importanza di inibire la produzione e la commercializzazione di contenitori per la spesa costituiti da sostanze pericolose.

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