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Morta dopo due dimissioni dal pronto soccorso: "Enorme errore di valutazione"

"Una morte tragicamente evitabile. Non si può, nella professione medica, commettere un errore cosi enorme di valutazione". I famigliari della 47enne Antonella Antico, attraverso una lettera aperta inviata alla redazione di BrindisiReport, chiedono che si faccia chiarezza sulla morte della loro cara, venuta a mancare la notte fra domenica e lunedì nell'ospedale Perrino di Brindisi

VILLA CASTELLI - “Una morte tragicamente evitabile. Non si può, nella professione medica, commettere un errore cosi enorme di valutazione”. I famigliari della 47enne Antonella Antico, attraverso una lettera aperta inviata alla redazione di BrindisiReport, chiedono che si faccia chiarezza sulla morte della loro cara, venuta a mancare la notte fra domenica e lunedì nell’ospedale Perrino di Brindisi, a seguito di un presunto caso di malasanità che investe il personale medico del Pronto soccorso dell’ospedale di Martina Franca.

Già nella giornata di ieri (7 settembre) il marito di Antonella, stimata assistente scolastica di Villa Castelli, madre di due figli, ha sporto denuncia presso la Procura della repubblica di Brindisi. La salma si trova adesso a disposizione del pm Pierpaolo Montinaro, che in sinergia con i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana ha avviato una serie di accertamenti volti ad identificare i medici della struttura ospedaliera martinese coinvolti nella vicenda, in modo da dar loro la possibilità di nominare un consulente tecnico di parte che assisterà all’autopsia.Una volta cristallizzato il quadro degli indagati il magistrato conferirà l’incarico a un medico legale. 

Nella missiva inviata in redazione, la famiglia Antico-Lanzillotta ripercorre l’odissea vissuta fra giovedì 3 settembre (quando per la prima volta Antonella è stata condotta presso il Pronto soccorso di Martina) e la notte del 7 settembre. La riportiamo di seguito. 

Non possiamo accettare passivamente che una vita si possa perdere in questo modo. Non possiamo neanche concepire come possibile che rivolgendosi per due volte ad un pronto soccorso chiedendo aiuto, si venga dimessi con un generico: “Sta bene, ci vediamo lunedì”. Quel lunedì era una meta troppo lontana.

Non riusciamo a capacitarci, e forse mai lo faremo, di come una vita possa venire a mancare all'affetto della sua famiglia e dei suoi cari in questo modo assurdo. Se per due volte una persona viene a chiedere aiuto e tra la prima e seconda richiesta il quadro è cambiato ed evoluto in peggio e la seconda volta si viene congedati dopo pochissimi minuti (non ore come erroneamente riportato da alcune testate), senza nessuna visita, né controllo e questa mancanza risulta fatale, qualcosa non va, non funziona.

Abbiamo deciso di non accettare il tutto come fatale e ineluttabile.  Pur con sacrificio, abbiamo deciso di presentare un esposto denuncia che accerti le cause della perdita, per noi assurdamente evitabile, della vita di Antonella.

Non abbiamo nessun intento di vendetta, quanto il desiderio di contribuire a che una situazione del genere non si verifichi mai più per nessuno.

Non si può, nella professione medica, commettere un errore cosi enorme di valutazione.
Chiunque ha visto Antonella in quei giorni, era preoccupato e scosso per le sue condizioni eppure per due volte nessun medico ha capito che era in atto un problema grave, gravissimo, cosi grave che a distanza di 24 ore dalla seconda dimissione dal pronto soccorso le sue condizioni sono precipitate in modo purtroppo irreversibile. Quando abbiamo chiamato il 118, che è giunto in tempi brevi, forse era già troppo tardi per rimediare.

Lo stabiliranno le indagini e la magistratura cosa è successo, di chi sono le eventuali responsabilità, a noi interessa la verità e che la giustizia possa contribuire ad evitare altre tragedie simili. 

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