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Morta due mesi dopo l’asportazione del rene: disposta l’autopsia

Incarico conferito a due medici dopo la denuncia: la famiglia sospetta un’infezione contrattata in ospedale

BRINDISI – Disposta l’autopsia per accertare le cause della morte della donna di 52 anni, A.C, avvenuta lo scorso 20 settembre nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Perrino di Brindisi, a distanza di quasi due mesi dall’asportazione di un rene. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, senza indagati al momento. Si procede contro “ignoti”.

Gli incarichi

Francesco Carluccio-2Il sostituto procuratore Francesco Carluccio (nella foto accanto) affiderà gli incarichi a due medici: Liliana Innamorato, medico legale del Policlinico di Bari e Nicola Ruocco, nefrologo degli ospedali riuniti di Foggia. I due professionisti avranno a disposizione tutta la cartella della paziente acquisita subito dopo la denuncia sporta in Procura dall’avvocato Karin Pantaleo dello studio legale Vincenzo Farina di Brindisi, in nome e per conto del marito della donna e dei figli.

Dovranno valutare il quadro clinico complessivo della paziente originaria di San Pietro Vernotico ma da anni residente a Brindisi, nel quartiere Sant’Elia, e quelle dei medici che eseguirono la nefrectomia, per verificare se ci sia o meno stato negligenza, imprudenza o imperizia. O se, al contrario, si sia trattato solo di una tragica fatalità, senza alcuna responsabilità ascrivibile ai componenti dell’equipe medica.

Il sospetto

I parenti della donna sospettano che a causare la morte sia stata un’infezione contratta dopo l’intervento di nefrectomia, in ospedale, nei giorni successivi. L’asportazione del rene sinistro è stata eseguita il 16 luglio scorso. Negli ultimi venti giorni, stando a quanto sostenuto dai familiari, le condizioni di salute della donna sarebbero peggiorate. I medici hanno disposto il trasferimento della paziente dal reparto di Urologia a quello di Rianimazione e qui è avvenuta la tragedia: la donna è morta nel primo pomeriggio del 20 settembre.

Stando a quanto riportato nella denuncia, nel 2007 la donna era stata sottoposta ad analogo intervento per il rene destro nell’ospedale di Modena. In quell’occasione venne dimessa dopo otto giorni.

Per il conferimento degli incarichi sono stati avvisati gli avvocati che rappresentano i familiari della donna, riconosciuti come parte offese. Il fascicolo è contro ignoti. Non sono stati identificati i medici in servizio il giorno dell’intervento chirurgico, né quelli in reparto. Si procede, come si diceva, contro ignoti. Solo all’esito dei risultati dell’esame autoptico, il pubblico ministero deciderà se procedere o meno con l’emissione di avvisi di garanzia.

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