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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Mortadella e marijuana, arrestato nel suo negozio salumiere brindisino

BRINDISI – Non solo panini, salame, pasta e altri generi alimentari. Ma anche droga. Giusto per non venir meno all’antico nome “drogheria” che veniva dato ai negozi che vendevano alimentari. Ma non è lecito vendere droga per cui Andrea Truppi, 41 anni, di Brindisi, titolare di un negozio di generi alimentari al rione Santa Chiara, in via San Giovanni Bosco, è finito in carcere. L’accusa è di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

BRINDISI - Non solo panini, salame, pasta e altri generi alimentari. Ma anche droga. Giusto per non venir meno all'antico nome "drogheria" che veniva dato ai negozi che vendevano alimentari. Ma non è lecito vendere droga per cui Andrea Truppi, 41 anni, di Brindisi, titolare di un negozio di generi alimentari al rione Santa Chiara, in via San Giovanni Bosco, è finito in carcere. L'accusa è di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ad arrestarlo sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Brindisi, comandata in questi giorni dal tenente Antonio Gallucci, andati a perquisire il negozio. Perché, nonostante Truppi fosse un incensurato, i carabinieri lo sospettavano, ed hanno atteso il momento buono per inchiodarlo. Infatti è stato colto in flagranza. Nel senso che i carabinieri hanno rinvenuto la sostanza stupefacente nascosta sotto l'espositore delle gomme da masticare.

I carabinieri ieri sera sul tardi hanno deciso di fare irruzione nel negozio. Probabilmente sapevano già. Erano le 21,30 e Truppi stava sistemando le ultime cose prima di andare via. Ma il suo programma serale ha avuto un'improvvisa variazione. I carabinieri hanno setacciato ogni angolo e alla fine la sostanza stupefacente è venuta fuori. Non era poca cosa. Ben 54 grammi di marijuana, suddivisa in dosi, e due grammi di hashish.

Truppi è persona nota nella zona. Il suo negozio è molto avviato. Un incensurato insospettabile. Ma i carabinieri avevano avuto sentore che l'apparenza poteva ingannare. Hanno indagato, trovando conferma ai loro sospetti e quindi il blitz. Sbrigate le formalità per l'arresto, il salumiere è stato trasferito in carcere e il locale sottoposto a sequestro perché ritenuto la base dell'attività di spaccio del titolare. Inutile la sua giustificazione che la sostanza stupefacente era per uso personale.

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