Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Morte dopo le percosse: effettuata l'autopsia. Si opta per cause naturali

Solo i risultati degli esami istologici potranno essere risolutivi. Dall'autopsia effettuati nel pomeriggio di oggi (23 giugno), ad ogni modo, pare non siano emersi collegamenti fra un evento traumatico e la morte della 50enne di Latiano che spirò lo scorso 18 giugno in un lettino del reparto di Psichiatria dell'ospedale Perrino di Brindisi

LATIANO – Solo i risultati degli esami istologici potranno essere risolutivi. Dall’autopsia effettuati nel pomeriggio di oggi (23 giugno), ad ogni modo, pare non siano emersi collegamenti fra un evento traumatico e la morte della 50enne di Latiano che spirò lo scorso 18 giugno in un lettino del reparto di Psichiatria dell’ospedale Perrino di Brindisi. L'esame autoptico è stato effettuato dal medico legale Antonio Carusi, su incarico del pubblico ministero Raffaele Casto. Ha assistito all’autopsia anche Alberto Tortorella, consulente tecnico di parte nominato dall’avvocato Emilio Lucisani, legale del padre 85enne della vittima, indagato per omicidio preterintenzionale.

La mattina del 10 giugno, il pensionato percosse la figlia in una via di Latiano. All’origine dell’aggressione ci sarebbe stato il rifiuto della 50enne, affetta da disturbi psichici, di rientrare in casa. Alcuni passanti chiesero l’intervento dei carabinieri. Una pattuglia della locale stazione si recò subito sul posto. Il padre venne condotto in caserma e successivamente fu accompagnato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La figlia fu condotta in ospedale, dove le furono refertate ferite di lieve entità guaribili in 12 giorni, con contestuale ricovero in Psichiatria.

Nelle 48 ore successive all’arresto, il gip del tribunale di Brindisi non convalidò il provvedimento restrittivo, lasciando libero l’anziano.  Il 18 giugno, la donna venne trovata priva di vita da un’infermiera. Fu il tragico (e inaspettato) epilogo di un dramma famigliare che aveva fatto sprofondare  l’85enne, vedovo e padre di due figlie, in uno stato di esasperazione. 

Dopo il decesso, la procura aprì un’inchiesta per omicidio preterintenzionale. Il padre venne iscritto sul registro degli indagati: atto dovuto per dargli la possibilità di nominare un consulente di parte durante l’esame necroscopico. Gli elementi emersi in giornata, del resto, farebbero pensare a una morte dovuta a cause naturali. Ma solo gli esami sui campioni biologici scioglieranno il dubbio. Il medico legale ha a disposizione 60 giorni per depositare i risultati.

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