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Morto per uranio impoverito, la vedova: "Voglio la verità"

BRINDISI - Il dolore non passa, non passerà mai. Ma altrettanto intatta resta la sete di giustizia, il diritto di sapere la verità sulla morte del marito. A poco più di un mese dalla scomparsa di Roberto Usabene, militare 42enne del Battaglione San Marco, la vedova Roberta Freguia chiede pubblicamente di conoscere le reali cause del decesso dell’uomo.

BRINDISI - Il dolore non passa, non passerà mai. Ma altrettanto intatta resta la sete di giustizia, il diritto di sapere la verità sulla morte del marito. A poco più di un mese dalla scomparsa di Roberto Usabene, militare 42enne del Battaglione San Marco, la vedova Roberta Freguia chiede pubblicamente di conoscere le reali cause del decesso dell'uomo. Il sospetto, riferisce la donna in un'intervista rilasciata all'emittente televisiva "Telerama", è che Usabene possa essere morto per un avvelenamento da uranio impoverito. Per questo, chiede allo Stato la verità, e ovviamente un risarcimento.

Al militare che aveva preso parte a diverse missioni all'estero, dalla Somalia ai Balcani, erano state diagnosticate negli anni varie neoplasie, prima ad un testicolo, poi ai polmoni, infine al cervello. «Alcuni esami istologici - dice la donna - hanno dimostrato la presenza di particelle di metalli pesanti nel corpo di mio marito. Credo che ci possa essere una connessione tra la sua morte e il servizio prestato, in particolare credo ad una possibile contaminazione da uranio impoverito. Nel 2008, tra l'altro, mio marito presentò una domanda per il riconoscimento della causa di servizio».

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