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Cronaca

Morto senza identità nel porto: due segnalazioni danno speranza agli investigatori

Le segnalazioni, ormai da qualche giorno, arrivano con il contagocce. Ma gli uomini della Capitaneria di porto, in sinergia con il pm Milto Stefano De Nozza, non stanno lasciando nulla di intentato per identificare l'uomo di circa 65 anni trovato senza vita nel porto interno di Brindisi. I militari stanno battendo un paio di piste

BRINDISI – Le segnalazioni, ormai da qualche giorno, arrivano con il contagocce. Ma gli uomini della Capitaneria di porto, in sinergia con il pm MiIlto Stefano De Nozza, non demordono. Non stanno lasciando nulla di intentato per identificare l’uomo di circa 65 anni che la sera del 2 luglio galleggiava senza vita nel porto interno di Brindisi.

I militari stanno battendo un paio di piste sulle quali sono stati indirizzati da una serie di indicazioni raccolte in settimana. Lo stesso Valente, supportato dai suoi uomini, è stato di persona in decine di luoghi dai quali lo sconosciuto potrebbe essere transitato, anche solo per qualche minuto. Sono stati setacciati: bar, mercati rionali, associazioni, negozi, centri aggregativi e diversi punti di incontro frequentati da pescatori. Già, perché non si esclude che l'uomo senza identità nutrisse la passione per la pesca.

La Capitaneria ha quindi iniziato le ricerche nel porto interno, concentrandosi in particolar modo nella zona delle Sciabiche e in quella del Villaggio pescatori, per poi estenderle al porto medio, al porto esterno e alla diga di Punta riso. In collaborazione anche con le forze dell’ordine, seguendo l’imponente mole di segnalazioni giunte nei primi 7-8 giorni dal ritrovamento, gli investigatori si sono recati nelle abitazioni di alcuni brindisini con caratteristiche fisiche simili a quelle dello sconosciuto (capelli brizzolati diradati, statura media, volto curato, nessun segno particolare), ma ognuno di essi è stato trovato regolarmente in casa.

Si sono rivelate un buco nell’acqua anche delle segnalazioni giunte via mail, riguardanti delle persone scomparse residenti fra il  Sud e il Nord Italia. Il timore degli investigatori è che l’attenzione dell’opinione pubblica, dopo l’atteggiamento collaborativo mostrato fino a 2-3 giorni fa, possa calare. Ma quell’uomo che galleggiava esanime proprio a ridosso della Capitaneria di porto (con una polo azzurra di marca italiana, un paio di jeans con doppio risvolto stretti alla vita da una cintura e un paio di mocassini) non può finire nel dimenticatoio.

L’ipotesi che possa trattarsi di un brindisino pare sempre meno realistica (anche se fosse stato un solitario, almeno un vicino Il volto della vittima sconosciuta 2-2-2di casa o un negoziante di fiducia avrebbero pur dovuto notarne l’assenza). Non si esclude però che il malcapitato frequentasse il capoluogo per coltivare degli interessi o delle passioni. Il particolare  dei pantaloni arrotolati sulle caviglie aveva fatto pensare che fosse uscito per una passeggiata in bici (ma non è stata trovata alcuna bici) o per una battuta di pesca in barca (ma non è stato trovato alcun mezzo alla deriva e dai porticcioli del Brindisino non manca nessun natante all’appello).

L’autopsia eseguita dal medico legale Antonio Carusi ha chiarito che la morte per annegamento è sopraggiunta almeno 3 ore prima del rinvenimento, avvenuto intorno alle 20,50. Nessun malore, nessun segno di violenza.  Cosa sia accaduto allo sconosciuto resta un mistero: un enigma di cui gli uomini della Capitaneria sono decisi a trovare la soluzione, continuando a confidare nella collaborazione della gente.  

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