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“Morto sulla barella dopo 12 ore”: ancora un mese per conoscerne le cause

I consulenti del pm chiedono proroga per depositare la relazione sull’autopsia. Indagati tre medici del Pronto soccorso del Perrino

BRINDISI – Proroga di tre settimane ottenuta dai consulenti del pm per consegnare la relazione con le prime risposte sulle cause della morte di un pensionato di Brindisi: l’anziano, 70 anni, secondo le figlie è deceduto su una barella del pronto soccorso dell’ospedale Perrino dove sarebbe stato lasciato per 12 ore. Portato con dolori lancinanti alle 10, si è spento alle 22.

Il pronto soccorso del Perrino

L’inchiesta per omicidio colposo

L’incarico per accertare quale sia stata la causa del decesso è stato conferito a tre medici: Domenico Urso, medico legale; Antonio Tota, cardiologo, e Domenico Paparella, cardiochirurgo. Dovranno “accertare cosa ha determinato il decesso, la natura e i mezzi”, valutando di conseguenza la condotta dei medici, sotto il profilo della colpa, ai quali il  20 dicembre 2017 è stato notificato l’avviso relativo all’accertamento tecnico non ripetibile che “vale anche come informazione di garanzia” per i professionisti difesi dagli avvocati Mario Guagliani e Piero Amato Festa, entrambi del foro di Brindisi.

Sono indagati tre medici del pronto soccorso dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi, rispetto ai quali l’ipotesi seguita è omicidio colposo dopo la denuncia sporta dalle figlie del pensionato di Brindisi di 70 anni.

La denuncia e gli interrogativi

E’ un atto dovuto da parte del pubblico ministero Simona Rizzo, dopo quanto raccolto dall’avvocato Paoloantonio D’Amico, al quale si sono rivolte le figlie dell’uomo, determinate ad avere una risposta, quindi giustizia, di fronte ad alcuni interrogativi che ancora oggi rimbombano nel cuore e nella testa.

Il primo: Poteva essere salvato? E poi: Per quale motivo non è stato disposto il ricovero in un reparto? Ancora: perché è rimasto tutte quelle ore sulla barella? Stando a quanto sostengono le figlie (e la moglie) l’uomo non soffriva di patologie particolari per le quali in passato si era reso necessario il ricovero in ospedale. Per ottenere le prime risposte bisognerà aspettare ancora.

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