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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca Carovigno

Carovigno: “Ancora concreto il rischio di interferenze illecite della criminalità”

Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la relazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sulla base della quale il Consiglio dei ministri prima e il presidente della Repubblica poi, hanno prorogato di sei mesi l’attività della commissione straordinaria insediatasi a Carovigno, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose

CAROVIGNO – “Necessario un maggior lasso di tempo per completare le attività in corso, scongiurare condizionamenti o forme di ostruzionismo e perseguire una maggiore qualità ed efficacia dell'azione amministrativa, essendo ancora concreto il rischio di illecite interferenze della criminalità organizzata”. E’ sulla base di queste indicazioni fornite dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che prima il Consiglio dei ministri e poi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo scorso giugno, hanno decretato la proroga di altri sei mesi del mandato della commissione straordinaria che regge le redini dell’amministrazione di Carovigno, che resterà dunque in carica fino a marzo 2023 (la scadenza era originariamente prevista per settembre 2022). 

Sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato nei giorni scorsi il decreto firmato lo scorso 24 giugno dal capo dello Stato. In allegato è stata divulgata anche la relazione del ministro Lamorgese che ha portato al prolungamento delle attività della commissione composta dal prefetto a riposo Maria Rosaria Maiorino, dal viceprefetto Maria Antonietta Olivieri e dal dirigente di seconda fascia (area I) Michele Albertini, insediatasi ad aprile 2021, a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. 

Nella relazione sono snocciolati i vari ambiti in cui si stanno sviluppando gli interventi della commissione, che “ha perseguito l'obiettivo del ripristino della legalità e della corretta gestione delle risorse comunali, pur operando in un contesto gestionale connotato da forti criticità nei diversi settori dell'amministrazione ed in presenza di un ambiente reso estremamente difficile per la presenza della criminalità organizzata”. Tali considerazioni scaturiscono anche da una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi il 28 aprile 2022. In quella sede, in presenza anche del procuratore della repubblica di Brindisi e del procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Lecce, è emersa proprio l’esigenza di concedere altro tempo alla commissione. 

Il ministro Lamorgese dà atto ai commissari di aver operato all’insegna della “massima discontinuità rispetto al passato, al fine di dare inequivocabili segnali della forte presenza dello Stato e interrompere le diverse forme di condizionamento riscontrate nella vita amministrativa del Comune, con il prioritario obiettivo di ripristinare il rapporto fiduciario tra la collettività locale e le istituzioni”. Nella relazione si rimarca come l’organo di gestione straordinaria abbia fornito “precise indicazioni agli uffici comunali circa la corretta applicazione della normativa antimafia”. Si tratta di “disposizioni che nella passata gestione erano state sistematicamente disapplicate”. Lo scorso 18 maggio il Viminale ha inoltre rilasciato il proprio nulla osta a un protocollo antimafia in materia di permessi a costruire fra il Comune di Carovigno e la prefettura di Brindisi “che prevede l'estensione delle cautele previste nella normativa antimafia alle attività edilizie ed urbanistiche”. 

Il ministro entra quindi nel dettaglio delle attività finora svolte dalla commissione. Fra le altre: l’opera di riordino e aggiornamento dei regolamenti comunali; il contrasto dell'abusivismo edilizio, con incremento dei sopralluoghi disposti da parte dell'ufficio tecnico comunale e della polizia municipale, sia nel centro cittadino che nella riserva naturale di Torre Guaceto; i controlli in materia di viabilità; il contrasto ai parcheggi abusivi, fenomeno dietro al quale si celano spesso gli interessi della criminalità organizzata, con programmazione di “interventi nelle aree turistiche e balneari prevedendo zone di sosta pubbliche”.

Nel settore Lavori pubblici, sono stati individuati interventi relativi alla rigenerazione urbana per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro, “a cui si aggiungono i progetti per la messa in sicurezza di impianti sportivi e di immobili comunali”.  Nel settore urbanistico è stato invece avviato “il non più procrastinabile aggiornamento della pianificazione urbanistica, atteso che lo strumento edilizio attualmente vigente risale agli anni '70”. Discorso analogo vale per il piano urbanistico generale e il piano coste, “pianificazioni rimaste ferme da molti anni”.  In ambito economico-finanziario si rimarca come “l'attività rivolta alla riscossione dei tributi comunali e più in generale tutte quelle finalizzate al risanamento finanziario dell'ente necessitano di essere costantemente monitorate e stimolate, affinché si consolidino nel tempo i risultati già ottenuti e vengano raggiunti gli obiettivi prefissati con il commissariamento dell'ente”. 

Un capitolo della relazione viene riservato anche alla gestione del Consorzio di Torre Guaceto, di cui sono stati nominati i “nuovi componenti del consiglio di amministrazione di designazione comunale”. Vi è stata inoltre una sensibilizzazione del nuovo organo direttivo dell'ente “in merito alla necessità di approfondire e risolvere le problematiche tecnico-giuridiche ed organizzative derivanti dall'acclarata natura del consorzio quale ente pubblico non economico, come stabilito da una recente pronuncia del Consiglio di Stato”.

In conclusione, alla luce di tali interventi, il ministro Lamorgese ritiene che “l'interruzione delle azioni gestionali della commissione straordinaria verrebbe ad incidere negativamente sull'efficacia delle misure già poste in essere, vanificandone gli effetti complessivi”. Si tratta di considerazioni sposate in toto dal presidente della Repubblica, che nel decreto di proroga punta l’accento sul fatto che non risulti “esaurita l'azione di recupero e risanamento complessivo dell'istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”. Si ritiene inoltre che “le esigenze della collettività locale e la tutela degli interessi primari richiedono un ulteriore intervento dello Stato – si legge ancora nel decreto presidenziale - che assicuri il ripristino dei principi democratici e di legalità e restituisca efficienza e trasparenza all'azione amministrativa dell'ente”.

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