Cronaca

Motta: "Conflitto latente fra il clan Scu di Brindisi e quello dei tuturanesi"

“Una cellula di seconda generazione della Scu attiva nella zona di Brindisi e Lecce”. Così il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha definito il clan mafioso costituito dalle nuove leve della Sacra corona unità brindisina sgominato stamani dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi

BRINDISI – “Una cellula di seconda generazione della Scu attiva nella zona di Brindisi e Lecce”. Così il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha definito il clan mafioso costituito dalle nuove leve della Sacra corona unità brindisina sgominato stamani dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Alberto Somma, nell’ambito dell’operazione “The beginners”.

Motta ha rimarcato anche l’importate contributo dato dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Lecce, che hanno sequestrato molte “sfoglie” (i così detti “pizzini”) e hanno intercettato i colloqui fra i detenuti e i rispettivi famigliari. Dalle conversazioni captate dagli investigatori emerge “la traccia di un conflitto latente con i tuturanesi”. “A Brindisi – si legge in un pizzino – non devono arrivare i tuturanesi, solo il clan capeggiato da Luca Ciampi”. Le intercettazioni fanno anche emergere “il ritorno della ritualità – riferisce Motta – delle affiliazioni e dei passaggi di grado”.

A tal proposito il procuratore capo fa riferimento alla soddisfazione di Luca Ciampi, considerato il personaggio di spicco del clan brindisino della Scu, per le nuove affiliazioni. Lo stesso rincara la dose contro i rivali tuturanesi, che “devono sparire da Brindisi”. Secondo Motta, l’emersione dei “beginners” è dovuta anche “allo sfaldamento del gruppo dei capi storici Penna e Pasimeni”.

“E’ importante – prosegue il procuratore – aver posto attenzione su questi personaggi emergenti. Un po’ anche per deformazione siamo abituati a valutare sempre le stesse situazioni. Il fatto di aver fatto luce su un gruppo che ha una sua dimensione attuale è molto importante”. Altro spetto degno di nota è che il gruppo degli emergenti, non intende modificare il rapporto con la società improntato alla ricerca del consenso, al di là dei propositi emersi dalle intercettazioni. La strategia di stampo stragista adottata negli anni 90 dalla Scu, del resto, è un ricordo del passato.

Lo dimostrano i numeri. “Negli ultimi anni – spiega Motta – gli omicidi sono pressoché scomparsi nelle province sotto la giurisdizione della Dda di Lecce (Lecce, Taranto e Brindisi, ndr). Nel 2008/09, ve ne sono stati quattro. Nel 2011/12, tre. Nel 2012/13, due. Nel 2015, ancora nessuno”. 

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