Cronaca Cellino San Marco

“Movente politico-elettorale dietro lo spray sulla tomba di mio padre”

Parla Lorenzo Mazzotta, in corsa per il tricolore: “A Cellino qualcuno è ancora fuori dalla legalità”. “Mi addolora che nessuno degli altri candidati sindaco mi abbia chiamato”

CELLINO SAN MARCO – “Sono orgoglioso di essere nato e cresciuto a Cellino San Marco, qualcuno evidentemente no, quello o quelli che hanno imbrattato la lapide di mio padre con uno spray di colore nero, nella notte tra domenica e lunedì, per un motivo che credo sia legato a questioni politico-elettorali, visto che sono candidato sindaco. Non c’è altra spiegazione”.

Ha sporto denuncia contro ignoti, Lorenzo Mazzotta, già vice sindaco e assessore ai Servizi sociali, reduce dall’esperienza alle ultime regionali con i “Popolari per Emiliano” e adesso in corsa per la fascia tricolore con una lista tenuta a battesimo sotto il nome di “Impegno”. Impegno per Cellino San Marco che il candidato, dirigente amministrativo presso il Centro cuore delle Cliniche di Bari, chiede per ripristinare la legalità, il rispetto delle istituzioni e dei cittadini, punti cardine del programma elettorale presentato nel corso di comizi, in attesa di arrivare all’appuntamento del prossimo 15 novembre, al quale parteciperanno in cinque.

In ordine alfabetico, sono ai nastri di partenza: Gianluca Budano, espressione della lista “RicostruiAmo Cellino”, in area centrosinistra con Pd a far da traino; Tonino De Luca con “Cellino Democratica”, imbastita attorno all’altra parte del Pd; Luisa De Mariani,  in corsa per il Movimento CinqueStelle; Rosalba Gatto di “Cellino nel cuore”, civica aperta a destra, Forza Italia in primis, così come a sinistra; Lorenzo Mazzotta della lista “L’Impegno” a vocazione centrista.

Quando ha scoperto che la lapide era stata imbrattata?

“Me ne sono accorto la mattina del 2 novembre scorso, quando sono tornato al cimitero con la mia famiglia. C’ero stato il giorno precedente, più o meno all’ora di pranzo, e non c’era nulla. A distanza d 24 ore, la scoperta: è stato un colpo al cuore, per me, per mia moglie e per le mie figlie”.

Ha notato altro nelle tombe del plesso in cui è sepolto suo padre?

“No. Hanno preso di mira solo la lapide che abbiamo voluto dedicare a mio padre, scomparso il 9 aprile dello scorso anno. Aveva 94 anni, è stata una persona eccezionale, un marito esemplare, un padre che seguo come esempio di vita e un nonno che le mie figlie rimpiangono. E’ sepolto nella zona dedicata ai combattenti e ai reduci di guerra: ha combattuto nel secondo conflitto mondiale. Nessuna delle altre lapide è stata toccata, per non dire profanata perché quello che hanno fatto è esattamente questo”.

Lorenzo Mazzotta-2 Lei ha sporto denuncia e i carabinieri stanno procedendo con le indagini: ha idea del movente. Perché qualcuno ha agito imbrattando la lapide di suo padre?

“L’ho detto ai carabinieri subito dopo la scoperta e ringrazio i militari per essere intervenuti subito. Quanto al movente, guardi no so che dire. Ho avuto e ho una vita assolutamente lineare, nessun contrasto con alcuno, né sul piano professionale, né tanto meno sul piano personale o familiare. E ho sempre avuto il massimo rispetto per le forze dell’ordine. Per esclusione, quindi, rifletto sul mio programma elettorale”.

Si spieghi, intende dire che il movente è da cercare sul piano politico-elettorale?

“E’ il primo pensiero che ho fatto e che continuo a fare, anche se sono in politica dal lontano 1993 e prima di oggi non è mai accaduto niente. Sono candidato sindaco a Cellino San Marco e come tale chiedo impegno a tutti i miei concittadini per riportare il nostro paese sui binari della legalità, dopo quello che è successo, vale a dire lo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata”.

Se dietro questo gesto c’è il movente a sfondo politico-elettorale, la situazione a Cellino San Marco è preoccupante. Il livello di attenzione deve restare alto.

“Guardi io mi limito a dire che ho fatto un programma che punta sulla legalità, sulla trasparenza e sulla partecipazione, così come sulla sicurezza, aspetto che potrà essere garantito solo con l’installazione di un sistema di telecamere. A questo punto, anche all’ingresso del cimitero. I cittadini devono stare tranquilli. A proposito dei miei concittadini, mi permetta di dire una cosa”.

Cosa?

“Ringrazio tutti coloro i quali mi hanno fermato per strada o mi hanno chiamato per dimostrare il loro interesse e farmi sapere che ci sono. Sono stati attestati di solidarietà importanti. Ma c’è una cosa che mi addolora e sulla quale non posso tacere”.

A cosa si riferisce?

“Mi riferisco al fatto che nessuno dei candidati sindaco a Cellino si è fatto sentire. Nessuno. E la cosa mi rattrista parecchio. Io avrei come minimo telefonato se a uno degli altri fosse capitata questa cosa, invece silenzio assoluto. Chi si è fatto sentire, è stato l’ex senatore del Pd, Antonio Gaglione, con il quale lavoro da anni”.

Probabilmente i suoi colleghi aspiranti sindaco non lo hanno saputo.

“Non lo so. Il punto, in ogni caso, non è questo. Il fatto è che deve esserci qualcuno o più di qualcuno, a Cellino San Marco, che non è affatto orgoglioso di questo paese. Io lo sono e pure parecchio: vado fiero di essere nato qui, di essere cresciuto lungo queste strade e di essermi sempre impegnato in politica: sono 22 anni e sono contento, ho lo stesso entusiasmo di quando ho iniziato. Quella vernice di colore nero non mi ferma”.

Nella mattinata, sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle di Cellino San Marco è apparso un post di solidarietà con Mazzotta, il quale evidentemente non ne era informato: "Il Movimento 5 Stelle di Cellino San Marco è solidale con Lorenzo Mazzotta in merito ai fatti avvenuti nel cimitero. Pensiamo che questi gesti siano da condannare, a prescindere dai colori o dalle bandiere. Speriamo e auspichiamo di non dover commentare più episodi così vili e dannosi oltre che lesivi della sensibilità delle persone anche dell'immagine del nostro paese".

Articolo aggiornato alle 19.13

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