Cronaca

"Multe pagate a politici e amici": Comune parte civile per i danni

Incarico all'avvocato Gianvito Lillo: imputato Teodoro Contardi, ex amministratore unico della partecipata Multiservizi, accusato di truffa e abuso d'ufficio. La decisione assunta dal commissario Castelli il 16 giugno, ultimo giorno a Palazzo. Il presunto danno ammonta a 7.839 euro, in 180 ascoltati dalla Finanza

BRINDISI – Il Comune di Brindisi ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito dall’inchiesta su multe che sarebbero state pagate a politici, amici e giornalisti, dal commercialista Teodoro Contardi, in qualità di amministratore unico (ex) della Multiservizi, la partecipata di cui l’Ente è socio unico.

Teodoro ContardiContardi è imputato con le accuse di truffa e abuso d’ufficio ai danni del Comune che respinge dicendosi pronto a dimostrare la correttezza del suo operato, l'Amministrazione è indicata come parte lesa rispetto a un danno pari a 7.839 euro, pari al totale delle multe oggetto della contestazione mossa dalla Procura.

L’incarico per rappresentare l’Amministrazione cittadina è stato affidato all’avvocato Gianvito Lillo del Foro di Brindisi, nominato dal commissario Cesare Castelli il 16 giugno scorso, ultimo di giorno di “reggenza” a Palazzo di città: la decisione con annesso affidamento è stata assunta con i poteri della Giunta, su proposta del dirigente dell’Ufficio Affari Legali, Francesco Trane che è anche l’attuale amministratore unico della Multiservizi nomina tecnica che risale alla precedente Giunta di centrosinistra guidata da Mimmo Consales. Giunta che all’epoca decise di non costituirsi nel processo a carico di Consales, pendente dinanzi al Tribunale, in relazione alle vicende Equitalia per il pagamento del debito della società News sas dell’ex primo cittadino e per la proroga dei servizi di rassegna stampa e call center in favore della stessa società  in accomandita semplice.

La notifica del decreto con il quale il gip del Tribunale di Brindisi ha fissato l’udienza preliminare per Contardi, risale al 17 maggio scorso,  dopo la richiesta di rinvio a giudizio depositata dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, a conclusione delle indagini preliminari.

Gianvito LilloIn quella sede, di fronte al gup Forleo, il pm motiverà la richiesta di processo, l’avvocato Lillo (nella foto) in nome e per conto del Comune illustrerà le ragioni alla base della richiesta di costituzione di parte civile con richiesta di risarcimento del danno e la difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Livio Di Noi avrà modo di replicare. Il gup, quindi, valuterà se ci siano o meno elementi tali da sostenere l’accusa al dibattimento.

Oggetto della contestazione mossa dal pm è uno stock di multe per violazione al Codice della Strada, relative al periodo di tempo compreso tra il mese di dicembre 2010 e luglio 2013, corrispondente a quello in cui il commercialista era alla guida della partecipata del Comune di Brindisi, indicato come parte lesa.

Secondo l’impostazione accusatoria, quelle multe sarebbero state pagate non già dai destinatari, vale a dire dagli automobilisti, ma dalla Multiservizi su “autorizzazione di Contardi” o comunque “su suo ordine”, una volta che i trasgressori ne chiedevano l’annullamento. Più esattamente, le multe sarebbero state stornate e pagate dalla Multiservizi, previo via libera di Contardi, usando la carta di credito aziendale, per una somma complessiva pari a 7.839 euro, andata poi a pesare sui bilanci della partecipata e di conseguenza sulle casse del Comune negli anni 2011, 2012 e 2013.

Nel fascicolo del pubblico ministero figurano 180 nomi di persone corrispondenti per lo più a volti noti di Palazzo di città perché consiglieri comunali in quel periodo in carica oppure ex inquilini politici, giornalisti e fotografi di alcune testate locali così come militari. E ancora dipendenti della Multiservizi e rispettivi familiari. Inizialmente i nomi dei beneficiari del pagamento delle multe erano 240, numero evidentemente sfoltito in seguito alle verifiche.

I 180 ritenuti beneficiari della cortesia  sono stati ascoltati dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria e hanno risarcito, nel frattempo, la somma corrispondente all’importo della multa. Nei loro confronti il pm ha chiesto l’archiviazione per la particolare “tenuità del fatto”.

Il sostituto procuratore Milto De NozzaI militari su delega del pm De Nozza (foto accanto) hanno acquisito una serie di documenti presso la sede della Multiservizi così come negli uffici del Comune e anche del comando dei vigili urbani per verificare la condotta di Contardi, chiamato alla guida della partecipata nel mese di maggio 2009 dall’Amministrazione di centrodestra e rimasto al lavoro sino a luglio 2013, quando venne sostituito con l’avvocato Danilo Arigliano, espressione dei centristi, nominato al vertice per un breve lasso di tempo, sino a quando l’Ente ha deciso di affidare l’incarico all’avvocato interno del Comune, Francesco Trane.

Contardi, già in occasione della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, lo scorso mese di gennaio, aveva rivendicato la correttezza del suo operato: “In alcuni casi non conoscevo neppure personalmente i destinatari delle multe, in altri non andavo neanche d’accordo e mi riferisco a consiglieri comunali finiti in elenco”, disse all’epoca a BrindisiReport. “Vero è che ho autorizzato il pagamento di 20-25 multe ma si trattava di quelle fatte ai dipendenti delle stessa Multiservizi mentre erano al lavoro sulla base del presupposto che se avessero fatto ricorso, la società avrebbe potuto soccombere e pagare di più”.

Contardi, intanto, ha impugnato davanti al giudice civile il provvedimento di revoca del suo incarico ad amministratore unico chiedendo un risarcimento dei danni per centomila euro. L’istanza era stata presentata davanti al Tar, ma il collegio si è dichiarato incompetente tenuto conto della materia, da qui il trasferimento dinanzi al Tribunale ordinario.

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