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La sede della Brindisi Multiservizi

La sede della Brindisi Multiservizi

Multe pagate a politici, giornalisti e militari, rischia il processo l’ex amministratore della Multiservizi

Il commercialista Teodoro Contardi accusato di truffa e abuso d’ufficio: chiuse le indagini. Chiesta l’archiviazione per i 180 beneficiari. La difesa: “Il pm si sbaglia, con quei consiglieri comunali non vado neppure d’accordo, gli altri non li conosco. Ho annullato solo venti verbali perché la società avrebbe perso il ricorso” 

BRINDISI – Prima la “punizione” degli ausiliari del traffico in forza alla Multiservizi agli automobilisti che parcheggiavano senza il ticket, poi  il pagamento della multa ordinato dall’ormai ex amministratore unico della stessa società con carta di credito intestata alla srl: la Procura di Brindisi ha chiuso le indagini nei confronti di Teodoro Contardi che è stato alla guida della partecipata del Comune  nel periodo oggetto dell’inchiesta, fra dicembre 2010 e luglio 2013.

Il commercialista brindisino è accusato di “abuso d’ufficio e truffa aggravata commessa ai danni di un ente pubblico” e rischia il processo ora che il sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza ha confermato le ipotesi di reato inizialmente ravvisate in relazione a uno stock di multe che sarebbero state pagate non già dai destinatari ma dalla Multiservizi su “autorizzazione di Contardi” o comunque “su suo ordine”, una volta che gli automobilisti ne chiedevano l’annullamento. 

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato al professionista questa mattina attorno alle 12,30 dai militari della Guardia di Finanza, gli Teodoro Contardistessi a cui il pm ha delegato gli accertamenti.

Nel fascicolo del pubblico ministero figurano 180 nomi di persone corrispondenti per lo più a volti noti di Palazzo di città perché consiglieri comunali in quel periodo in carica oppure ex inquilini politici, giornalisti e fotografi di alcune testate locali così come militari. E ancora dipendenti della Multiservizi e rispettivi familiari. Inizialmente i nomi dei beneficiari del pagamento delle multe erano 240, numero evidentemente sfoltito in seguito alle verifiche (nella foto a destra, Teodoro Contardi).

I 180 ritenuti beneficiari della cortesia  sono stati ascoltati dai finanzieri e hanno risarcito, nel frattempo, la somma corrispondente all’importo della multa. Nei loro confronti il pm ha chiesto l’archiviazione per la particolare “tenuità del fatto”.

I militari hanno acquisito una serie di documenti presso la sede della Multiservizi così come negli uffici del Comune e anche del comando dei vigili urbani per verificare la condotta di Contardi, chiamato alla guida della partecipata nel mese di maggio 2009 dall’Amministrazione di centrodestra e rimasto al lavoro sino a luglio 2013, quando venne sostituito con l’avvocato Francesco Arigliano, espressione dei centristi, nominato al vertice per un breve lasso di tempo, sino a quando l’Ente ha deciso di affidare l’incarico all’avvocato interno del Comune, Francesco Trane.

Secondo l’accusa, le multe sarebbero state stornate e pagate dalla Multiservizi, previo via libera di Contardi, usando la carta di credito aziendale, per una somma complessiva pari a 7.839 euro, andata poi a pesare sui bilanci della partecipata e di conseguenza sulle casse del Comune negli anni 2011, 2012 e 2013.

Il difensore di fiducia di Contardi, Livio Di Noi, intende chiedere un interrogatorio per chiarire la posizione dell’indagato sostenendo che non ci siano profili di responsabilità penale. “Il pm si sbaglia”, dice Contardi. “Si sbaglia quando sostiene che io abbia ordinato il pagamento delle multe a politici e giornalisti perché non è così. Il motivo, tra l’altro è presto detto: in alcuni casi non conoscevo neppure personalmente i destinatari delle multe, in altri non andavo neanche d’accordo e mi riferisco a consiglieri comunali come ad esempio Massimiliano Oggiano, solo per fare un nome. E’ notorio che non siamo sulla stessa lunghezza d’onda, come e perché avrei dovuto pagare la sua multa?”, spiega.

“Vero è che ho autorizzato il pagamento di 20-25 multe ma si trattava di quelle fatte ai dipendenti delle stessa Multiservizi mentre erano al lavoro sulla base del presupposto che se avessero fatto ricorso, la società avrebbe potuto soccombere e pagare di più”.

Contardi, intanto, ha impugnato davanti al giudice civile il provvedimento di revoca del suo incarico ad amministratore unico chiedendo un risarcimento dei danni per centomila euro. L’istanza era stata presentata davanti al Tar, ma il collegio si è dichiarato incompetente tenuto conto della materia, da qui il trasferimento dinanzi al Tribunale ordinario.

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