Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

“Multe pagate a politici”: il Comune di Brindisi chiede centomila euro per danni

Conseguenze negative anche sul piano dell'immagine per l'Amministrazione cittadina dopo la contestazione mossa nei confronti dell'ex amministratore unico della Multiservizi, Teodoro Contardi. L'imputato, presente all'udienza preliminare, respinge l'accusa. Il gup si riserva la decisione

BRINDISI – Il Comune di Brindisi lamenta danni per centomila euro dopo che la Procura ha contestato il pagamento di multe a politici, giornalisti e amici, da parte dell’ex amministratore unico della Multiservizi, Teodoro Contardi (nella foto in basso): l’Ente intende costituirsi parte civile nel processo che il pm ha chiesto a carico del commercialista con le accuse di truffa e abuso d’ufficio.

Teodoro ContardiQuesta mattina c’è stata l’udienza preliminare di fronte al gup Luigi Forleo: il sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza ha ribadito l’impostazione iniziale confermando che l’Amministrazione comunale, socio unico della Multiservizi, sia da considerare parte lesa e in quanto tale legittimata a costituirsi parte civile; il Comune si è affidato all’avvocato Gianvito Lillo per il quale i danni sono stati non solo quelli strettamente patrimoniali, perché nella vicenda c’è stata una lesione anche sul piano dell’immagine dell’istituzione. Lillo è stato nominato con delibera dall’ex commissario del Comune, Cesare Castelli, con i poteri della Giunta.

Il difensore di Contardi, Livio Di Noi, ha sollevato un difetto di legittimazione attiva sostenendo che l’ex amministratore della Multiservizi non è dipendente del Comune di Brindisi e che, in ogni caso, lo stesso ha regolarmente girato alla società partecipata i bonifici con i quali sono state pagate le multe.

Il gup si è riservato sulle decisioni, rinviando ad altra udienza, prima della fine del mese. Solo tra qualche giorno, quindi, sarà possibile sapere se ci sarà o meno un processo a conclusione dell’inchiesta nata su diverse multe per violazione al Codice della Strada.

Oggetto della contestazione mossa dal pm si riferisce al periodo di tempo compreso tra il mese di dicembre 2010 e luglio 2013, corrispondente a quello in cui il commercialista era alla guida della partecipata del Comune di Brindisi. Secondo l’impostazione accusatoria, quelle multe sarebbero state pagate non già dai destinatari, vale a dire dagli automobilisti, ma dalla Multiservizi su “autorizzazione di Contardi” o comunque “su suo ordine”, una volta che i trasgressori ne chiedevano l’annullamento.

Più esattamente, le multe sarebbero state stornate e pagate dalla Multiservizi, previo via libera di Contardi, usando la carta di credito aziendale, per una somma complessiva pari a 7.839 euro, andata poi a pesare sui bilanci della partecipata e di conseguenza sulle casse del Comune negli anni 2011, 2012 e 2013.

Nel fascicolo del pubblico ministero figurano 180 nomi di persone corrispondenti per lo più a volti noti di Palazzo di città perché consiglieri comunali in quel periodo in carica oppure ex inquilini politici, giornalisti e fotografi di alcune testate locali così come militari. E ancora dipendenti della Multiservizi e rispettivi familiari. Inizialmente i nomi dei beneficiari del pagamento delle multe erano 240, numero evidentemente sfoltito in seguito alle verifiche. I 180 ritenuti beneficiari della cortesia  sono stati ascoltati dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria e hanno risarcito, nel frattempo, la somma corrispondente all’importo della multa. Nei loro confronti il pm ha chiesto l’archiviazione per la particolare “tenuità del fatto.

Contardi che oggi era presente in udienza si è sempre detto pronto a dimostrare la correttezza del suo operato: “In alcuni casi non conoscevo neppure personalmente i destinatari delle multe, in altri non andavo neanche d’accordo e mi riferisco a consiglieri comunali finiti in elenco”, disse all’epoca della notifica dell’avviso di conclusioni indagini a BrindisiReport. “Vero è che ho autorizzato il pagamento di 20-25 multe ma si trattava di quelle fatte ai dipendenti della stessa Multiservizi mentre erano al lavoro sulla base del presupposto che se avessero fatto ricorso, la società avrebbe potuto soccombere e pagare di più”.

Contardi, intanto, ha impugnato davanti al giudice civile il provvedimento di revoca del suo incarico ad amministratore unico chiedendo un risarcimento dei danni per centomila euro. L’istanza era stata presentata davanti al Tar, ma il collegio si è dichiarato incompetente tenuto conto della materia, da qui il trasferimento dinanzi al Tribunale ordinario.

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