Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

“Multe pagate agli amici”: nel processo Contardi citati 279 testimoni

L'ex amministratore unico della Multiservizi accusato di truffa e abuso d'ufficio: la difesa ne chiede 110, tra cui l'ex sindaco Consales, il comandante dei vigili urbani Nigro, i consiglieri comunali e i giornalisti che secondo il pm avrebbero beneficiato del favore. Per la Procura 169 testi. Parte civile l'Ente socio: "Danni per 100mila euro"

BRINDISI – Quasi trecento testimoni sono stati chiesti nel processo in cui è imputato l’ex amministratore unico della Multiservizi, Teodoro Contardi, commercialista, accusato di truffa e peculato a conclusione delle indagini su multe che sarebbero state pagate con carta di credito della società in favore di consiglieri comunali, politici e giornalisti.

Teodoro ContardiIl professionista, rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi, dal gup Luigi Forleo, è pronto a dimostrare l’infondatezza delle imputazioni e a consegnare prova della correttezza della sua condotta nel corso del dibattimento, chiamando a testimoniare 110 persone. Nella lista depositata dal suo avvocato di fiducia, Livio Di Noi, figurano anche l’ex sindaco Mimmo Consales, il comandante dei vigili urbani Teodoro Nigro, diversi dirigenti comunali tra cui l’ex capo di Gabinetto Angelo Roma che per un certo periodo di tempo ha ricoperto il ruolo di amministratore unico della partecipata e ancora i revisori dei conti, sia della srl che dell’Amministrazione cittadina e consiglieri comunali, tra ex ed attuali, così come giornalisti e fotografi di alcune testate. I politici e i cronisti nell’impostazione accusatoria avrebbero beneficiato del trattamento di favore ottenendo il pagamento di multe per violazione al Codice della Strada. Circostanza che Contardi ha sempre respinto.

La Procura, con il sostituto Milto Stefano De Nozza, ha depositato una lista che comprende 169 testimoni, sostanzialmente corrispondente con quella degli automobilisti multati dagli ausiliari del traffico della Multiservizi, oltre ai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria ai quali furono delegate le indagini. Le contestazioni mosse dal pm si riferiscono al periodo di tempo compreso tra il mese di dicembre 2010 e luglio 2013, corrispondente a quello in cui il commercialista era alla guida della partecipata del Comune di Brindisi. Secondo l’impostazione accusatoria, quelle multe sarebbero state pagate non già dai destinatari, vale a dire dagli automobilisti, ma dalla Multiservizi su “autorizzazione di Contardi” o comunque “su suo ordine”, una volta che i trasgressori ne chiedevano l’annullamento.

Più esattamente, le multe sarebbero state stornate e pagate dalla Multiservizi, previo via libera di Contardi, usando la carta di credito aziendale, per una somma complessiva pari a 7.839 euro, andata poi a pesare sui bilanci della partecipata e di conseguenza sulle casse del Comune negli anni 2011, 2012 e 2013. L’Amministrazione comunale di Brindisi si è costituita parte civile: è rappresentata in giudizio dall’avvocato Gianvito Lillo, il quale già in sede di udienza preliminare ha quantificato la richiesta del danno, anche di immagine, in centomila euro.

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