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“Multe pagate dalla Multiservizi: anche io ottenni l’annullamento”

Il Tribunale interrompe l’ascolto di una dipendente della società citata da accusa e difesa. Imputato per truffa e abuso d'ufficio l’ex amministratore Contardi: ha sempre respinto le accuse. Il Comune resta parte civile: “Danni per 100mila euro”

BRINDISI – “Dopo che mi notificarono la multa per violazione al Codice della Strada, ottenni anche io l’annullamento: era una prassi e me ne avvalsi attraverso un dipendente della Multiservizi”. E’ ripreso questa mattina con l’ascolto di due testi della pubblica accusa, il processo in cui è imputato l’ex amministratore unico della partecipata del Comune di Brindisi, Teodoro Contardi, commercialista: nei suoi confronti sono contestati truffa e abuso d'ufficio a conclusione delle indagini su multe che sarebbero state pagate – secondo questa ricostruzione – con carta di credito della società in favore di diverse persone. Tra loro, ci sarebbero stati consiglieri comunali, nel frattempo diventati ex, esponenti di alcune forze politiche e giornalisti.  

La difesa

Teodoro Contardile accuse sono sempre state respinte da Contardi il quale, assistito dall’avvocato Livio Di Noi, ha scelto il dibattimento per difendersi e dimostrare la correttezza del proprio operato nel periodo oggetto della contestazione. Il capo di imputazione si riferisce al lasso di tempo compreso tra il mese di dicembre 2010 e luglio 2013, corrispondente a quello in cui il commercialista era alla guida della partecipata del Comune di Brindisi. Secondo l’impostazione accusatoria, quelle multe sarebbero state pagate non già dai destinatari, vale a dire dagli automobilisti, ma dalla Multiservizi su “autorizzazione di Contardi” o comunque “su suo ordine”, una volta che i trasgressori ne chiedevano l’annullamento.

Più esattamente, le multe sarebbero state stornate e pagate dalla Multiservizi, previo via libera di Contardi,  per una somma complessiva pari a 7.839 euro, andata poi a pesare sui bilanci della società e di conseguenza sulle casse del Comune negli anni 2011, 2012 e 2013.

I testimoni

Il sostituto procuratore Paola Palumbo, al quale è stato assegnato il fascicolo del pm Milto Stefano De Nozza, approdato a Lecce nel gruppo della Dda, ha interrogato prima di tutto una dipendente della Multiservizi, il cui nome figura anche nella lista dei testi citati dalla difesa di Contardi. La donna ha riferito quanto le sarebbe successo anni addietro, precisando da un lato il nome del collega della Multiservizi al quale lei stessa si rivolse per ottenere l’annullamento, dall’altro la circostanza che non tutte le multe annullate sarebbero state autorizzate da Contardi.

L’ascolto della teste è stato interrotto dal presidente del collegio giudicante, Gienantonio Chiarelli, quando è stato riferito di una prassi rispetto all’annullamento. L’esame è ripreso considerando la testimone come persona informata sui fatti.

Teste della pubblica accusa anche il commercialista che per un certo periodo di tempo, ha lavorato per la Multiservizi: il professionista ha riferito delle multe rispetto all’iscrizione in contabilità, ritenuta regolare e ha aggiunto che c’era stato uno scambio di lettere tra Contardi e il comando dei vigili urbani, sui preavvisi di accertamento.

L’ex comandante della polizia locale

L’udienza odierna prevedeva anche l’ascolto in qualità di teste dell’ex comandante della polizia locale di Brindisi, Teodoro Nigro, nel frattempo passato alla guida del corpo a Cisternino: è arrivata giustificata per impedimento, di conseguenza la testimonianza sarà resa in occasione della prossima, calendarizzata prima della pausa estiva.

Il Comune parte civile

Gianvito LilloIl Tribunale, inoltre,  ha respinto l’eccezione sollevata dal difensore di Contardi rispetto alla costituzione di parte civile del Comune di Brindisi, rappresentato in udienza dall’avvocato Gianvito Lillo (nella foto accanto). Il penalista ha chiesto un ristoro a titolo di lesione dell’immagine dell'Ente, per centomila euro. La difesa sosteneva che la questione del danno dovesse essere affrontata in altra sede. Istanza non condivisa dal Tribunale (a latere Cacucci e Nestore).

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