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Multiservizi, arriva la Finanza dopo anni di politiche dubbie

Bilanci e fatture della Multiservizi più delibere del Comune sulla partecipata, tutto nelle mani dei finanzieri: i militari del Nucleo di polizia Tributaria hanno acquisito copie della documentazione di natura contabile della più imponente partecipata del Comune di Brindisi

BRINDISI – Bilanci e  fatture della Multiservizi più delibere del Comune sulla partecipata, tutto nelle mani dei finanzieri: i militari del Nucleo di polizia Tributaria hanno acquisito copie della documentazione di natura contabile della più imponente partecipata del Comune di Brindisi, società che viaggia con grandi numeri, da quelli del personale, a quelli di costi e ricavi per arrivare alle perdite accumulate e ripianate, motivo di scontri dai toni particolarmente accesi nei Consigli  della passata amministrazione.

La visita dei finanzieri è avvenuta nella giornata di ieri, ma al momento non è possibile conoscere la motivazione che ha portato i militari nella sede di via Provinciale per San Vito, se cioè esiste già un’inchiesta della Procura di Brindisi su un filone preciso  con annessa ipotesi ritenuta di interesse sul piano penale oppure se si tratti di verifica allo stato embrionale, né tanto meno è possibile sapere se alla base della raccolta dei documenti ci sia stata una segnalazione di qualcuno, o se si sia trattato di acquisizione su delega del pm o ancora se si tratti di attività di iniziativa della stessa Guardia di Finanza. Resta e deve rimanere necessariamente il segreto istruttorio, per lo meno in questa fase.

L'aerea esterna dello sede di Bms - Brindisi MultiserviziA quanto pare, stando a indiscrezioni, i militari hanno  chiesto copia di una serie di atti riferibili alle condizioni economico-finanziarie e non è escluso che nelle prossime ore, probabilmente già lunedì, sia disposta una nuova acquisizione. In ogni caso dalla società è stata assicurata la massima collaborazione e della visita di ieri è stato subito informato il commissario prefettizio, Cesare Castelli, che guiderà il Comune di Brindisi sino all’insediamento del nuovo sindaco e dei 32 consiglieri.

Lo stesso Castelli, nei giorni scorsi, aveva chiesto ai dirigenti  comunali e ai sub commissari di verificare le reali condizioni del bilancio della Multiservizi, il cui amministratore unico è Francesco Trane, capo del’ufficio Legale di palazzo di città, anche in considerazione degli effetti che un eventuale nuovo risultato negativo ha sui conti del Comune non proprio in salute, stando all’ultima pronuncia dei magistrati contabili. A giudizio di questi,  le manovre di salvataggio deliberate in passato sono state affrettate, confuse e adottate solo per evitare di incorrere nell’obbligo dello scioglimento previsto dalla legge, essendo state registrate perdite per tre esercizi consecutivi”. 

Lo stesso è stato scritto rispetto all’azienda Servizi farmaceutici, ma per la Multiservizi la questione è ancor più complessa tenuto conto delle dimensioni delle perdite. E’ verosimile che la questione possa interessare la Guardia di Finanza.

Dalla documentazione già esaminata dalla Corte dei Conti, è emerso che il  Comune ha approvato il ripiano delle perdite al 31 dicembre 2012 pari ad 3.165.575 euro e al 31 dicembre 2013 per 1.153.551, in entrambi i casi “con notevole ritardo rispetto a quanto previsto dal Codice Civile” rispettivamente in data 25 giugno 2014 e 18 dicembre 2014.

Una protesta davanti alla sede della Multiservizi“Quest’ultimo solo pochi giorni prima della ricapitalizzazione avvenuta il 22 dicembre 2014 e, comunque, dopo la sollecitazione del Collegio dei revisori che, in mancanza dei dati relativi al bilancio di esercizio 2013, aveva ritenuto di non possedere elementi di giudizio sufficienti a effettuare un’adeguata verifica dell’eventuale superamento della causa di scioglimento della società connessa alla riduzione del capitale per perdite al di sotto del limite legale”.

Lo stesso Collegio dei revisori dei conti aveva ritenuto essenziale conoscere il risultato di esercizio 2014, per valutare la ricapitalizzazione in corso e la fattibilità finanziaria della stessa.  Ma del bilancio 2014 ad oggi non si hanno notizie: non è stato approvato e i componenti dell’organo di controllo interno hanno chiesto “con urgenza” la trasmissione del rendiconto. A palazzo di città è stata trasmessa la bozza di bilancio 2014, dalla quale risultava una situazione provvisoria di utile di esercizio pari ad 158.806,26 euro.

Quanto, poi, ai rilievi della Corte,  “Il Comune ha riconosciuto 90.241 euro quale debito fuori bilancio derivante da ricapitalizzazione, ma emerge che si è trattato di versamento, evidentemente (ed inspiegabilmente) ancora dovuto, di decimi del capitale sociale sottoscritto”.

E poi altre censure sul debito fuori bilancio, in favore della Multiservizi per i “lavori straordinari di messa in sicurezza dell’ex caserma della polizia municipale e dei servizi custodia e guardiania del Parco Di Giulio” per 728.955,44, qualificando tale spesa come “ricapitalizzazione”, sebbene ci fosse stato un richiamo del segretario generale del Comune. Anche questi potrebbero essere elementi di interesse, magari da approfondire.

Il municipio di Brindisi-4Nel frattempo, al puzzle Multiservizi si è andato ad aggiungere il verbale del collegio sindacale della società che risale al 24 novembre 2015, dal quale risulta che i componenti Francesco Forleo, presidente, e Francesca Buscicchio con Vincenzo Di Giulio, si sono riuniti alle 11 e in mezz’ora circa hanno esaminato lo “stato dei conti sociali dopo l’aggiornamento delle scritture contabili alla stessa data”.

Il Collegio – è scritto – ha preso in visione il bilancio di verifica che evidenzia un utile di esercizio pari a 94.826, 43 centesimi, rivisto in considerazione delle “scritture di assestamento e rettifica” che si riferiscono alle seguenti voci di costo: personale comprensivo dei ratei di tredicesima e quattordicesima pari a 1.633.226 euro, fatture da ricevere per lavori in corso pari a 199.003,25, ammortamenti al 31 dicembre 2015 per 141.724 e risconti attivi da detrarre per ventimila euro. Totale uguale a poco meno di due milioni di euro, esattamente 1.953.953 e 25 centesimi.

“In merito ai ricavi, sempre alla stessa data, si rilevano: fatture da emettere a novembre e dicembre per 816.784,74, fatture da mettere per lavori in corso (non meglio precisati, ndr)  973.762 e rimanenze finali per 70mila euro”. Totale pari a 1.860.546,74 euro. “Dopo la disamina dei valori, si rileva come conseguenza che il risultato di esercizio evidenzia un utile pari a 136.407 al lordo delle imposte quantificate in circa 80mila euro”, per cui il segno più riguarda la somma di 56.407 euro. Nulla di più è scritto nel verbale.

Il commissario prefettizio Cesare Castelli-2Qualcosa, invece, hanno ritenuto di scriverla ancora una volta i revisori dei Conti del Comune rivolgendosi al commissario Castelli, con una lettera del 7 marzo scorso, perché i componenti hanno sottolineato le “criticità economico-patrimoniali della Multiservizi”. “Il consiglio comunale – si legge – in data 16 dicembre 2015, con proprio atto, ha approvato il primo contratto di servizio che dovrebbe portare in prospettiva una migliore pianificazione delle entrate della partecipata”. Ma resta alla base la sollecitazione rivolta “agli organi competenti per una urgente approvazione del bilancio 2014, nonché una maggiore attenzione circa la fragilità della partecipata”.

I revisori, inoltre, chiedono di conoscere le ragioni di “questo grave ritardo” e sostengono che “sembrano palesarsi gravi difficoltà di gestione nella Multiservizi”. C’è, inoltre, il capitolo legato all’aumento di capitale per un milione di euro, deliberato dal Consiglio comunale in una delle ultime sedute del mese di dicembre 2015, su proposta dell’ex sindaco Mimmo Consales. Aumento da rendere effettivo entro il 30 giugno 2016.

La variazione era stata presa in considerazione per saldare un debito erariale, ossia il versamento dell’Iva per il 2014, gravato da sanzione penale”, per il quale nella relazione di accompagnamento alla delibera, venne ricordato che “è punito con la reclusione da sei mesi a due anni” chi non adempie all’obbligo per un ammontare “superiore a 250mila euro per ciascun periodo di imposta”.

Brindisi MultiserviziDi fronte a un quadro penale del genere, per la Multiservizi il Comune ha ritenuto necessaria l’autorizzazione ad eseguire tre tipi di azioni: la prima attiene all’importo di “860.701,08, soglia di salvaguardia del profilo penale per il versamento Iva” la seconda riguarda la destinazione di “139.298,92 euro a riserva” e la terza è relativa alla “rateizzazione del residuo debito iva per 159.108,32. Quest’ultimo importo è il risultato della differenza tra il debito complessivo pari a 1.019.809,40 e 860.701,08.

“Trascorso il termine senza l’eventuale concretizzazione dell’implemento di capitale, il versamento dovrà essere restituito al Comune” secondo un calendario preciso: “entro il 10 luglio 2016” dovrà versare all’Amministrazione la riserva di 139.298,92 euro gravato dall’interesse praticato dalla banca tesoriera al Comune per le anticipazioni di cassa e poi rate mensili, maggiorate con gli interessi, sino a saldare la somma totale con “la modalità della trattenuta sul canone del contratto di servizio”.

Vale la pena di ricordare che nel mese di gennaio la stessa maggioranza di centrosinistra stava pensando di revocare quella delibera in autotutela. Così riferivano le indiscrezioni che circolavano durante i giorni di quello che sarebbe stato l’ultimo di vita per l’amministrazione caduta l8 febbraio scorso per mano della Procura con l’inchiesta per corruzione dietro l’affidamento dell’impianto di Cdr alla ditta Nubile.

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