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Multiservizi, società al bivio ma nessuna decisione del Comune

Resta intatto il decreto Madia: liquidazione o fusione con Energeko. In bilico 193 lavoratori. La sindaca, tramite il portavoce, non comunica l'ammontare della perdita del 2014, ma chiede indagine interna sulla gestione: bilancio chiuso con meno 1.333.219. Otto candidati per diventare amministratore unico

BRINDISI – La sindaca di Brindisi non comunica l’ammontare della perdita della Multiservizi, ma chiede un’indagine interna sulla gestione della partecipata e nulla dice sul futuro della srl e dei suoi 193 dipendenti. Eppure quel rendiconto, versione 2014, è un atto pubblico e i lavoratori così come tutti i brindisini hanno il diritto di conoscere la dimensione del rosso in bilancio, viste le ripercussioni sulle condizioni economico-finanziarie dello stesso Comune.

Una protesta davanti alla sede della Multiservizi

Per quale motivo non comunicare? Non è dato sapere. Quel che è certo, è che da ieri, giorno in cui è stato approvato il bilancio 2014, è ufficiale la perdita pari a un milione e 333.219 euro, dato numerico che BrindisiReport aveva anticipato nei mesi scorsi. Non la prima perdita, neppure la seconda, ma la quarta a far data dal 2011: meno 517.288 euro nel 2011; poi meno 3.165.575  euro nel 2012; ancora meno 1.153.551 nel 2013 con conseguente sforamento del patto di stabilità del Comune e appunto, l’ultima nel 2014.

Una risposta sul futuro della Multiservizi va data, a maggior ragione tenuto conto del contenuto del decreto Madia che resta in piedi anche dopo la pronuncia della Corte Costituzionale perché i giudici si sono espressi con un bocciatura per “eccesso di delega”, mentre nulla hanno eccepito sul merito della riforma delle partecipate. Qual è, quindi, lo scenario possibile?

In primis la liquidazione, con definizione dei crediti e dei debiti, ma in tal modo sarebbe lo stesso Comune a decretare la morte della società con eliminazione di 193 posti di lavoro. L’altra strada che si ritiene percorribile, per lo meno secondo “tecnici” interni al Palazzo, rimanda all’ipotesi della fusione per incorporazione con Energeko, l’altra partecipata dell’Ente, che sempre per effetto del decreto Madia non avrebbe più ragione di esistere dal momento che non raggiunge il parametro del fatturato medio di un milione di euro negli ultimi tre anni.

La fusione però richiede necessariamente un piano industriale per saldare le posizioni debitorie e, in ogni caso, non permetterebbe di cancellare il punto interrogativo sui posti di lavoro nel senso che non ci sarebbe un salvataggio automatico. Questo secondo la tesi prevalente, secondo la quale sarebbe necessario un concorso per il transito del personale. Ma dal Comune permane il silenzio che certamente non aiuta. Anzi alimenta le preoccupazioni, giustificate, dei lavoratori ai quali una risposta va data. C'è anche chi sostiene che sia opportuno aspettare la fine dell'anno per capire se il nuovo governo Gentiloni sforni un decreto mille proroghe con deroga a previsioni contenute nel decreto Madia.

E’ scaduto, intanto, il termine per la presentazione delle manifestazioni interesse all’avviso della sindaca Angela Carluccio per la ricerca del nuovo amministratore unico della Multiservizi. Al momento la gestione resta affidata al capo dell’ufficio legale del Comune, Francesco Trane.

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