Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

“Multiservizi e bilanci, maquillage contabile”: processo a Bari

Citazione in Appello dell'avvocato Francesco Arigliano, ex amministratore unico: "Illegittima approvazione del rendiconto 2012, eliminati crediti per quasi quattro milioni di euro per non ingessare il bilancio del Comune e garantire impunità". Contestato il conferimento dell'immobile per ripianare le perdite

BRINDISI – Mentre lo zoom della Digos si stringe su aspetti legati alle assunzioni e alle promozioni di alcuni dipendenti della Multiservizi, sul bilancio 2012 è scontro giudiziario tra il Comune e l’ex amministratore unico Francesco Arigliano per il quale l’approvazione dell’epoca resta “illegittima” e le operazioni di ripiano delle perdite sarebbero state “maquillage contabile”.

Francesco Arigliano-2Considerazioni dure rivolte dall’avvocato all’Amministrazione cittadina, in relazione al periodo durante il quale ha traghettato la Multiservizi, la partecipata del Comune di Brindisi, come successore di Teodoro Contardi che aveva preparato il rendiconto che tra qualche settimana finirà davanti ai giudici della Corte d’Appello di Bari-sezione specializzata in materia di impresa.

Arigliano ha appellato la sentenza del Tribunale della scorsa primavera, secondo cui non sarebbe legittimato all’azione, e in 32 pagine ha spiegato le sue ragioni partendo dalla contestazione legata alla veridicità del bilancio: secondo il legale, il Comune “versando in conflitto di interesse con la società partecipata e in spregio al principio, non ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2012 predisposto dall’amministratore unico (Contardi, ndr) e ne ha imposto la modifica con eliminazione di una serie di crediti”.

Il taglio sarebbe stato pari a 3.963.929 euro e 60 centesimi, Iva compresa, somma che secondo Arigliano si riferiva a “crediti certi, liquidi ed esigibili fondati su prove scritte costituite da fatture, scritture contabili e bilanci dal 2009 al 2011” per le attività di messa in sicurezza della caserma dei vigili urbani, guardiania del Parco di Giulio e di rimozione delle auto. Attività e fatture contestate dal socio Comune secondo il quale, nei primi due casi non “c’è mai stata autorizzazione e/o non sono state svolte” mentre nell’ultimo, gli importi devono essere chiesti ai proprietari delle auto sempre che si tratti di crediti non prescritti.

Lo “stravolgimento del progetto di bilancio 2012” ha portato, sempre secondo Arigliano, a una “perdita anomala di esercizio di 3.165.575 euro, risultata senza dubbio quella politicamente più opportuna e conveniente nella misura in cui ha evitato di ingessare il bilancio comunale preventivo del 2014, ha garantito in modo tombale l’impunità agli organi dirigenziali e ha traslato ogni responsabilità sulla cattiva gestione aziendale che avrebbe prodotto il dissesto societario tanto da concretare i presupposti per la liquidazione e lo scioglimento della società”.

Non è tutto. No, perché Arigliano ha voluto ricordare altre due circostanze: la prima riguarda “l’ipotesi di conferma dell’approvazione del bilancio 2012 nella versione modificata dal socio” perché in questo caso “la situazione patrimoniale della Multiservizi presentava un netto negativo di 3.408.270” e questo “integrerebbe la causa di scioglimento” con la conseguenza che “l’organo amministrativo era obbligato ad avviare la procedura dissolutiva della società con la messa in liquidazione”.

Lavoratori della MultiserviziLa seconda riflessione riguarda la “soluzione gius-contabile avallata il 22 dicembre 2014 dal Consiglio comunale di Brindisi, con il conferimento dell’immobile di proprietà dell’Ente”, di valore ritenuto superiore a tre milioni di euro, “adibito a sede aziendale della Multiservizi per il ripiano delle perdite dei bilanci 2012 e 2013”. In talo modo, secondo l’ex amministratore unico, sarebbe stato portato a termine “una sorta di maquillage contabile non avendo consentito alla società partecipata di disporre della liquidità finanziaria da destinare all’estinzione della esposizione debitoria pregressa per diversi milioni nei confronti di Erario, Inps e fornitori”.

“A fronte di presunte perdite per oltre quattro milioni, fra quelle attribuite all’esercizio 2012 per 3.165.575 e quelle ascritte al 2013 per 1.153.551, il Comune ha abusato dell’istituto del conferimento immobiliare ai fini del ripiano, tanto da limitare a soli 1.529.156 il conferimento in denaro”.

Per l’avvocato Arigliano “è alquanto esplicito l’interesse dell’Ente locale e dei organi politici e dirigenziali, in conflitto con quello della società” e sarebbe evidente “l’intento di parametrate l’esposizione debitoria della Multiservizi alla capacità finanziaria del bilancio comunale, di scongiurare il rischio di un parere negativo al rendiconto 2013 da parte del Collegio dei Revisori eliminando il disallineamento delle partite dare e avere tra società ed ente”.

Non deve “essere tralasciato, inoltre, che competenti figure apicale dei singoli settori comunali erano e sono titolari di interesse acché le partite finanziarie in contestazione siano considerate debiti e non crediti verso la Multiservizi”, scrive ancora Arigliano. Per quale motivo? La sua risposta: “Nella seconda ipotesi occorrerebbe procedere alla verifica della conformità dei corrispondenti atti amministrativi contabili predisposti dagli organi comunali. In sostanza bisognerebbe accertare se i servizi in discussione avessero copertura di spesa, in caso contrario graverebbero come debiti fuori bilancio con conseguenza in termini di responsabilità diretta e personale degli organi comunali chiamati a rispondere patrimonialmente per l’eventuale danno erariale cagionato”.

Il Comune, dal canto suo, non solo ha confermato tutti gli atti adottati e non ha mai messo in discussione il bilancio 2012, dopo aver tagliato i crediti, ma ha anche agito contro Arigliano chiedendo al Tribunale la condanna dell’avvocato al ristoro dei danni per 50mila euro per la “inutile litigiosità” su quel rendiconto. Intanto in Appello sarà rappresentato dagli avvocati interni Emanuela Guarino e Monica Canepa.

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