Cronaca

Multiservizi, l’avvocato Trane lascia: “Incompatibilità”

Il dirigente dell’Ufficio Legale del Comune di Brindisi si dimette da amministratore unico della partecipata dopo l’entrata in vigore della Legge Madia. Ma prima ha presentato ennesimo sollecito per l’approvazione del bilancio 2014: perdita da un milione e 300mila euro

BRINDISI – Fine della gestione tecnica con l’avvocato Francesco Trane, capo dell’ufficio Legale del Comune di Brindisi, come amministratore unico della Multiservizi: il dirigente di Palazzo di città ha rassegnato le dimissioni nella giornata di ieri. Il motivo? Lo status di incompatibilità affermato senza margini di dubbio dal Decreto Madia per chi è funzionario dell’Ente socio della srl.

L'avvocato Francesco Trane-2Trane, di conseguenza, è diventato a tutti gli effetti ex amministratore della Multiservizi, la partecipata più importante dell’Amministrazione cittadina, tenuto conto del numero dei dipendenti, arrivati a quota 193 tra i diversi settori, e dell’ammontare delle perdite accumulate sino ad ora. O meglio, sino al 2014, perché stando al bilancio che si riferisce a due anni addietro, la gestione è stata chiusa con un rosso notevole: meno un milione e 300mila euro, somma che deve essere ripianata. Quando non è dato saperlo, visto che di quel rendiconto a Palazzo di città si continua a non parlare sui tavoli politico-amministrativi.

Il capo dell’Ufficio Legale, a quanto pare, prima di rassegnare ufficialmente le dimissioni dall’incarico ricevuto durante l’Amministrazione di centrosinistra di Mimmo Consales, aveva anticipato la sua volontà evidenziando lui stesso la incompatibilità e  ha scritto alla sindaca Angela Carluccio per sollecitare l’approvazione del rendiconto. Ci sono termini di legge da rispettare e ci cono anche risposte da dare ai lavoratori e alle loro famiglie, visto che le condizioni economico-finanziarie della partecipata sono tutt’altro che buone e c’è il concreto rischio della liquidazione.

E’ una bomba ad orologeria la Multiservizi, a maggior ragione dopo i ritardi nel pagamento degli stipendi di settembre legato a fatture che l’Ente ha contestato. Per la sopravvivenza, l’anno cruciale è quello in corso: la società, infatti, si salva solo se c’è un risultato positivo dopo le perdite registrate nel 2012, nel 2013 e appunto nel 2014. Sembra che nel 2015 ci sia stata una timida ripresa con un utile pari a diecimila euro, ma il condizionale è d’obbligo sino a quando non c’è l’approvazione del bilancio.

Anche il rischio di liquidazione è diretta conseguenza dell’entrata in vigore del Decreto Madia sfornato dal Governo Renzi: la chiusura scatta qualora nell’arco degli ultimi cinque anni, in quattro siano state registrate perdite. Per la Multiservizi i 12 mesi in corso sono cruciali ma la navigazione rimane alquanto problematica viste le zavorre legate alle perdite contabilizzate per tre esercizi vale a dire nel 2012, 2013 e 2014. I numeri ufficiali sono i seguenti, ormai parte della storia della partecipata: nel 2012 perdita ripianata pari a 3.165.574,66 e nel 2013 rosso per 1.153.550,30 euro, con un ripiano che costò al Comune lo sforamento del patto di stabilità.

Il bilancio versione 2014 è ancora da approvare e presenta una perdita pari a 1.333.219 euro. Per quale motivo il bilancio di due anni fa non è stato approvato? E per quale motivo c’è stato un ritardo nel pagamento degli stipendi? Cosa succederà in futuro? E quale strada intende seguire il Comune per la nomina del nuovo amministratore unico della Multiservizi?

La documentazione sul bilancio, quella sulle assunzioni e sulle premialità ai lavoratori, così come gli straordinari, le consulenze e gli affidamenti sono state acquisite dalla Digos nell’ambito della nuova inchiesta su cui sta lavorando la Procura. Non è escluso che tutti gli amministratori unici della Multiservizi vengano ascoltati come persone informate sui fatti.

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