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Multiservizi, l’Ipres rinuncia alla redazione del piano industriale

Secondo l’Istituto pugliese di ricerche economiche-sociali era necessario un parere preventivo della Corte dei Conti perché la società ha chiuso tre bilanci in perdita. Intanto nominato il nuovo responsabile della prevenzione della corruzione: Vincenzo Ardone al posto della dimissionaria Daniela Cafaro per conflitto d’interesse essendo dirigente dei settori Contratti e Patrimonio

BRINDISI – Punto e a capo per il piano industriale della Multiservizi, costretta a fare i conti con debiti per sei milioni di euro e una partita, quella del 2014, ancora da ripianare: l’Ipres ha rinunciato all’incarico conferito dal Comune di Brindisi socio unico nell’ottica del salvataggio della partecipata, destinata alla fusione per incorporazione con Energeko.

Brindisi Multiservizi

La lettera è arrivata a Palazzo di città qualche giorno fa, ma nessuna comunicazione è arrivata dalla sindaca Angela Carluccio, più volte interrogata dai consiglieri di opposizione sul ritardo nella consegna del piano. La ragione si scopre solo oggi e sta nella valutazione dell’Istituto pugliese di ricerche economico-sociali di cui è socio anche il Comune di Brindisi rispetto alle condizioni in cui si trova la Multiservizi. Stando a quanto si apprende da Palazzo di città, secondo l’Ipres sarebbe stato necessario un parere preventivo della Corte dei Conti, prima di affidare allo stesso istituto l’incarico per la redazione del piano di rilancio. Per quale motivo? Secondo quanto è scritto nella missiva, la pronuncia della Corte, sezione di controllo per la Puglia, sarebbe stata indispensabile perché la Multiservizi Brindisi ha chiuso tre esercizi di seguito in perdita. Dalla documentazione contabile che risulta essere stata acquisita dalla Digos nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, risulta che ci siano stati chiusi in negativo gli esercizi 2014 con una perdita di un milione e 300mila euro, ancora da ripianare non essendoci stata una delibera in tal senso del Consiglio comunale; 2013 con perdita di 1.153.550 euro, importo che costò all’Ente lo sforamento del patto di stabilità;  2012 con meno 3.165.574 euro. Il rosso in bilancio emerse anche a conclusione del 2011, per 517.288 euro. C’è, inoltre, il peso dei debiti certificati che ammontano complessivamente a 6.255.508 euro.

Vito Camassa-3

Cosa succede adesso? E’ necessario procedere con un nuovo affidamento per la definizione del piano industriale se si vuole rilanciare la società. E la domanda è: a chi conferire incarico? A quale società o professionista? Il Comune, a quanto pare, ha escluso l’ipotesi di assumere come linee guida quelle tracciate da Vito Camassa, in qualità di candidato alla carica di amministratore unico della Multiservizi, poi nominato con decreto della sindaca dopo l’audizione pubblica, contestata dalle opposizioni. Eppure Camassa è stato scelto in base al “suo” piano industriale in uno con le esperienze professionale indicate nel curriculum. "A cosa è servita questa nomina?", continuano chiedersi gli esponenti della minoranza. In attesa del ritorno in Aula, si apprende che la Multiservizi ha un nuovo responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dopo le dimissioni dell’avvocato Daniela Cafaro: l’incarico è stato conferito a Vincenzo Ardone in possesso delle “idonee competenze e avendo dimostrato una condotta integerrima”. Cafaro aveva lasciato per conflitto di interesse il 30 novembre 2016, dopo essere stata nominata il primo dicembre 2015, perché riveste il ruolo di responsabile degli uffici Affari generali, contenzioso e contratto, quest’ultimo “ritenuto dall’Anac maggiormente esposto al rischio corruttivo, come quello preposto alla gestione del patrimonio”.


 

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