Cronaca

Multiservizi, quella bomba prima o poi scoppierà

Svelata la quarta perdita consecutiva, nascosta per diverso tempo, resta il silenzio del Comune socio unico e degli amministratori della partecipata, eppure la platea dei lavoratori costituisce un importante serbatoio elettorale a cui si attinge. Nessuno però ha spiegato davvero ai dipendenti quali sono le reali condizioni economico-finanziarie

Prima o poi scoppierà la bomba collocata nella partecipata Multiservizi. L'improvvisa scoperta di un problema o una serie di problemi che per molto tempo erano rimasti nascosti e che una volta manifesti non è più possibile tornare a celare, deflagherà nella nostra società ed investirà, prima di tutti, i politicanti della domenica che hanno voluto cimentarsi in armoniosi e felici proclami senza avere neanche la minima cognizione dei reali problemi di questa città e di come risolverli (ed intendo tutti, anche quelli all'opposizione).

Il dubbio che sorge spontaneo, visto che nessuno ne parla, neanche oggi conclusa la propaganda elettorale, è che forse la riserva dei voti che ha fonte in questo grande vaso che funge da provvista alla politica, non può più essere ulteriormente utilizzata perché la legge ne prevede la estinzione o liquidazione. Ed ecco allora che tutti i personaggi pubblici, intesi come coloro che conoscono il vero e rilevante problema, nulla dicono in argomento, tacciono, glissano , mentre molti altri, neanche conoscono gli argomenti trattati e la loro rilevanza amministrativa prima e sociale dopo.

Cominciamo con quanto scritto dal Commissario Prefettizio prima di andar via: perdita nel 2014 di €.1.300.000,00 per la Multiservizi. Rischio di liquidazione, quindi.

Va detto, però, che la perdita di € 1.300.000,00 della partecipata Brindisi Multiservizi, relativamente al bilancio 2014, non costituisce unaleoci fabio-2 novità poiché era da tempo e con insistenza che ne parlavano gli Organi di stampa. La verità, che ha dell’incredibile, nasce dalla durezza degli amministratori e del Commissario prefettizio a non voler confermare il surriferito dato come fosse circostanza di alcun rilievo e comunque non coinvolgente le loro responsabilità: non è così. Lo sforamento del patto di stabilità dell’Ente è stata la conseguenza contabile del ripiano finanziario del socio unico (Comune) alla perdita della partecipata e la notevole perdita di esercizio 2013. Cos’è successo poi? Che la Multiservizi ha registrato un’altra perdita, la quarta perdita consecutiva. (A destra, Fabio Leoci)

Sulle problematiche relative alla partecipata comunale non ho mancato di rappresentare, sopratutto come attivista del Movimento 5 Stelle, le grosse discrasie esistenti nella gestione societaria a partire dalla confusionale acquisizione delle commesse lavorative, dall’esecuzione delle opere e dalle fatturazioni delle stesse (Brindisireport, 15 ottobre 2015) ed in tempi non sospetti.

La impressione sorta è, appunto, la mancanza di un minimo di programmazione amministrativa-contabile al solo fine di assicurare, sia pure nel breve periodo e travolgendo le vigenti norme, un salario al personale occupato.  E’ quanto di più sbagliato sia stato commesso ed, oggi, diventa difficile per lo stato di disequilibrio finanziario del socio unico ritrovare la volontà e la forza per un ragionato studio che possa consentire alla Bms di operare in ossequio alla normativa vigente ed ai lavoratori di fornire la tranquillità del lavoro a sostegno della propria famiglia.

Ed invero, a mente della normativa in questione, la l. 147/2013 ha imposto alle società partecipate a decorrere dal 2014, di concorrere “alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, perseguendo la sana  gestione dei servizi secondo criteri di economicità ed efficienza” (comma 553, art. 1). La legge di stabilità 2014 ha, poi, introdotto specifiche misure finalizzate ad evitare che il perpetuarsi di gestioni in perdita possa ripercuotersi negativamente sugli obiettivi di finanza pubblica, che, come si è visto, gli organismi partecipati dagli enti locali sono tenuti a realizzare, proprio attraverso la sana gestione dei servizi secondo criteri di economicità ed efficienza. 

Orbene, quando il risultato medio è negativo, l’ente partecipante è tenuto ad accantonare, in proporzione alla quota di partecipazione, una somma pari alla differenza tra il risultato conseguito nell’anno precedente e il risultato medio 2011-2013 migliorato del 25% per il 2014, del 50% per il 2015 e del 75% per il 2016. Gli enti partecipanti e i soggetti partecipati dovrebbero, quindi, disporre di almeno un triennio per predisporre e attuare un piano di rientro (o di risanamento come lo definisce il comma 554) dal debito che consenta a detti soggetti di non avere perdite o, quanto meno, se vi sono perdite, che queste siano coperte con il fondo di accantonamento costituito dall’ente o dagli enti partecipanti.

Ed invece, la BMS, al primo anno utile, si presenta con una rilevante perdita che, per quanto se ne sappia, né gli amministratori né gli altri soggetti deputati quanto meno ad organizzare un piano di rientro (rectius, accantonamento) pare se ne diano troppa cura. Anzi, ne consegue un valzer di nomine politiche e di personaggi di fiducia che, probabilmente, saranno ancor più silenti nel rilevare il gravissimo disastro. In campagna elettorale, poi nominato  tale Zingarello, a quanto sembra capo dello Staff di un noto politico quale responsabile del personale della Bms, nomina però prontamente fermata dal Prefetto di Brindisi.

Ancora sorge spontanea la domanda: ma queste persone sanno che nel caso in cui i soggetti gestori dei servizi conseguano un risultato economico negativo sono poi previste, a carico degli amministratori di tali soggetti, delle<sanzioni, che vanno dalla riduzione dei compensi alla revoca dell’incarico (comma 554, art. 1, l. 147/2013)? Già, perché a ben vedere, sembrerebbe che gli amministratori, sono stati pagati (€.42.130,00), quando forse non avrebbero dovuto.

Ma la vera domanda, quella finale: qualcuno, ha avuto il coraggio di parlare con i lavoratori e spiegare la reale situazione in ossequio alle leggi vigenti ed alla luce dei programmi che il socio unico Comune di Brindisi ha predisposto? O  vogliamo chiedere soltanto i voti? 

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