Cronaca

Multiservizi, quel rebus degli ultimi bilanci

Nel 2015 spunta un utile, ma per i revisori restano gravi difficoltà di gestione. "Si evidenzia un risultato positivo pari a 136.407, al lordo delle imposte quantificare in circa 80mila euro": è scritto nel verbale del collegio sindacale della partecipata del Comune di Brindisi. Non è stato ancora approvato il consuntivo 2014

La sede della società Multiservizi

BRINDISI – Rebus bilancio per la Multiservizi: i conti, versione previsione 2015, presentano un utile certificato dal collegio sindacale della partecipata del Comune per “136.407 euro, al lordo delle imposte quantificate in circa 80mila euro”, ma resta da approvare il consuntivo dell’anno precedente, il cui risultato di esercizio non è ancora stato trasmesso a Palazzo di città, motivo per il quale i revisori di Palazzo di città hanno chiesto di conoscere le ragioni del grave ritardo, evidenziando “difficoltà di gestione”.

Cesare CastelliQual è, allora, la reale situazione economico-finanziaria della più grande partecipata del Comune di Brindisi?  Sta cercando si venire a capo di quello che appare un labirinto il commissario Cesare Castelli (nella foto): ha chiesto copia del rendiconto 2014, anche perché il “caso Multiservizi” è stato oggetto di pronuncia della Corte dei Conti, secondo cui le manovre di salvataggio della partecipata che vede l’Amministrazione cittadina come socio unico, sarebbero state “affrettate, confuse e adottate solo per evitare di incorrere nell’obbligo dello scioglimento previsto dalla legge, essendo state registrate perdite per tre esercizi consecutivi”. Lo stesso è stato rilevato a proposito della Servizi farmaceutici, ma con riferimento a questa partecipata, va precisato che è in corso un processo penale in cui risulta imputato l’ex amministratore proprio in relazione a conti che non tornano, per lo meno secondo la Procura e il liquidatore Gianluca Quarta che sporse denuncia.

Ed è proprio partendo da una segnalazione del vecchio collegio, che il caso Multiservizi e i bilanci dell’Ente sono finiti al vaglio dei magistrati contabili: il Comune ha approvato il ripiano delle perdite al 31 dicembre 2012 pari ad 3.165.575 euro e al 31 dicembre 2013 per 1.153.551, entrambi “con notevole ritardo rispetto a quanto previsto dal Codice Civile” rispettivamente in data 25 giugno 2014 e 18 dicembre 2014. “Quest’ultimo solo pochi giorni prima della ricapitalizzazione avvenuta il 22 dicembre 2014 e, comunque, dopo la sollecitazione del Collegio dei revisori che, in mancanza dei dati relativi al bilancio di esercizio 2013, aveva ritenuto di non possedere elementi di giudizio sufficienti a effettuare un’adeguata verifica dell’eventuale superamento della causa di scioglimento della società connessa alla riduzione del capitale per perdite al di sotto del limite legale”.

corte dei conti-2Lo stesso Collegio dei revisori dei conti aveva ritenuto essenziale conoscere il risultato di esercizio 2014, per valutare la ricapitalizzazione in corso e la fattibilità finanziaria della stessa. Nella relazione allegata alla deliberazione del 22 dicembre 2013 è stato indicato che dalla bozza di bilancio 2014, alla data del 17 dicembre 2014, risultava una situazione provvisoria di utile di esercizio pari ad 158.806,26 euro.

Non solo. “Il Comune ha riconosciuto 90.241 euro quale debito fuori bilancio derivante da ricapitalizzazione, ma emerge che si è trattato di versamento, evidentemente (ed inspiegabilmente) ancora dovuto, di decimi del capitale sociale sottoscritto”. Da qui un’ulteriore censura della Corte dei Conti. E poi altri “no” sul debito fuori bilancio, in favore della Multiservizi per i “lavori straordinari di messa in sicurezza dell’ex Caserma Polizia Municipale e dei servizi custodia e guardiania del Parco Di Giulio” per 728.955,44, qualificando tale spesa come “ricapitalizzazione”, sebbene ci fosse stato un richiamo del segretario generale del Comune. Fin qui, i magistrati contabili della Corte.

Nel frattempo, nel puzzle Multiservizi si è andato ad aggiungere il verbale del collegio sindacale della società che risale al 24 novembre 2015, dal quale risulta che i componenti Francesco Forleo, presidente, e Francesca Buscicchio con Vincenzo Di Giulio, si sono riuniti alle 11 e in mezz’ora circa hanno esaminato lo “stato dei conti sociali dopo l’aggiornamento delle scritture contabili alla stessa data”.

Il Collegio – è scritto – ha preso in visione il bilancio di verifica che evidenzia un utile di esercizio pari a 94.826, 43 centesimi, rivisto in considerazione delle “scritture di assestamento e rettifica” che si riferiscono alle seguenti voci di costo: personale comprensivo dei ratei di tredicesima e quattordicesima pari a 1.633.226 euro, fatture da ricevere per lavori in corso pari a 199.003,25, ammortamenti al 31 dicembre 2015 per 141.724 e risconti attivi da detrarre per ventimila euro. Totale uguale a poco meno di due milioni di euro, esattamente 1.953.953 e 25 centesimi. “In merito ai ricavi, sempre alla stessa data, si rilevano: fatture da emettere a novembre e dicembre per 816.784,74, fatture da mettere per lavori in corso (non meglio precisati, ndr)  973.762 e rimanenze finali per 70mila euro”. Totale pari a 1.860.546,74 euro. “Dopo la disamina dei valori, si rileva come conseguenza che il risultato di esercizio evidenzia un utile pari a 136.407 al lordo delle imposte quantificate in circa 80mila euro”, per cui il segno più riguarda la somma di 56.407 euro. Nulla di più è scritto nel verbale.

La Jeep di Multiservizi con i cartelliQualcosa, invece, hanno ritenuto di scriverla i revisori dei Conti del Comune rivolgendosi al commissario Castelli, con una lettera del 7 marzo scorso, perché i componenti hanno sottolineato le “criticità economico-patrimoniali della Multiservizi”. “Il consiglio comunale – si legge – in data 16 dicembre 2015, con proprio atto, ha approvato il primo contratto di servizio che dovrebbe portare in prospettiva una migliore pianificazione delle entrate della partecipata”. Ma resta alla base la sollecitazione rivolta “agli organi competenti per una urgente approvazione del bilancio 2014, nonché una maggiore attenzione circa la fragilità della partecipata”. I revisori, inoltre, chiedono di conoscere le ragioni di “questo grave ritardo” e sostengono che “sembrano palesarsi gravi difficoltà di gestione nella Multiservizi”.

L’interrogativo resta: quali sono le reali condizioni di salute della partecipata?

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