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Multiservizi: stato d'agitazione contro il licenziamento dei precari

Il sindacato Cobas convoca un'assemblea davanti alla sede della società. "Senza apporto precari storici, non c'è salvezza per l'azienda"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del sindacato Cobas a firma del segretario provinciale, Roberto Aprile, sullo stato di agitazione proclamato in queste ore contro il licenziamento di 19 lavoratori precari previsto nell’ambito del piano di ristrutturazione industriale della società che nelle prossime settimane verrà sottoposto al vaglio della Corte dei Conti.

Il sindacato Cobas ha dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori della Brindisi Multiservizi ed organizza una assemblea per Lunedì 9 Ottobre dalle ore 6,00 alle ore 8,00 nella sede della società in via Provinciale San Vito per  illustrare i contenuti dell’incontro avvenuto Giovedì scorso con il Commissario del comune di Brindisi Santi Giuffrè.

Il  Commissario   ci ha spiegato che  la legge Madia prevede la chiusura delle società partecipate con 4 su 5 bilanci in rosso (la Bms ne ha 5 consecutivi) degli ultimi anni e che tuttavia  si è deciso di voler percorrere la strada del salvataggio della Bms .

Salvataggio che può attraverso un piano di razionalizzazione delle spese che deve essere credibile agli occhi della Corte dei Conti per essere approvato. Il Commissario ha illustrato  che sono tre i punti fermi di questo piano di salvataggio:

lasciare a casa i 19 lavoratori con contratto a tempo determinato che scadono i primi di Novembre , una centrale unica per gli acquisti ,  togliere i premi di produttività  visto che non esistono le condizioni per erogarli. Per il Cobas la nota stonata  è quella di voler mandare a casa i 19 lavoratori della società che sono  precari da 7/8 anni;  con le passate Amministrazioni Comunali si era d’accordo a costruire  percorsi di stabilizzazione per questi lavoratori , visto il loro ruolo nella società.

La denuncia da parte dell’Amministratore della Bms , presente anche esso alla riunione , della presenza di 50 dipendenti con limitazioni lavorative ci ha convinti ancora più che i 19 lavoratori devono continuare la loro attività. Come si può pensare ad un rilancio della società se si mandano a casa lavoratori impegnati nelle  attività più pesanti e che rappresentano il cuore della società.

Bisogna anche aggiungere che lo scarso personale comunale fa sì che in ogni situazione difficile ci si rivolge alla Bms per  interventi immediati , spesso non riconosciuti dallo stesso Comune perché  non previsti dal capitolato d’appalto.Su queste anomale situazioni è nato un congruo  contenzioso economico  di carattere giudiziario .

Abbiamo inoltre affidamenti di alcune attività con prezzi fermi agli anni 90. Si sono avuti recentemente ulteriori affidamenti realizzati liberando qualcuno dagli uffici. C’è quindi la possibilità  adottando ulteriori iniziative   di realizzare  un vero piano di rilancio senza che a pagarne le conseguenze siano questi 19 lavoratori precari di cui ripetiamo c’è assoluto bisogno.

Il sindacato Cobas è disponibile a discutere su tutto  come ha già dimostrato di fare negli scorsi anni , ma di mandare a casa questi lavoratori proprio no.Siamo convinti  che senza l’apporto di questi precari storici  non c’è salvezza per il resto dei lavoratori perché la Bms affonderebbe inevitabilmente; non esisterebbe di fatto piano di rilancio in gradodi essere accettato dalla Corte dei Conti.

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