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Multiservizi, ultima scoperta: la sede mai stata conferita alla società

Nessun rogito dal notaio. Il passaggio di proprietà dal Comune alla partecipata era stato deliberato il 22 dicembre 2014 per ripianare le perdite del 2012 e 2013. Il rosso diventa ancora più profondo: sette milioni di euro dal 2011 ad oggi. Silenzio della sindaca e del notaio garante della trasparenza

BRINDISI – L’ultima notizia che avrà ripercussioni sulle reali condizioni di salute della Multiservizi riguarda l’immobile sede della partecipata: si scopre solo oggi che il capannanone del valore di circa due milioni di euro non è mai stato trasferito alla società, a dispetto di quanto deliberato dal Consiglio comunale nel 2014, perché non c’è stato alcun rogito dal notaio per il passaggio di proprietà. Di conseguenza la “vecchia” perdita non è stata ripianata e stando così le cose c’è il concreto rischio che il “buco” della partecipata dal 2011 ad oggi oscilli tra cinque e sette milioni di euro, dopo l’approvazione del risultato negativo del 2014 per un milione e 300mila euro.

multiservizi assemblea 2-2

Un disastro economico-finanziario che preoccupa i 193 lavoratori, ai quali qualcuno deve spiegazioni a maggior ragione se – come sostengono i consiglieri di opposizione – la Multiservizi è stata un “votificio”. Una spiegazione in ogni caso è doverosa ai brindisini tutti. Cosa è successo davvero? Per quale motivo non è stato dato seguito alla delibera? Perché non c’è stato il rogito dal notaio? E prima ancora: quel passaggio di proprietà poteva davvero essere deliberato, come chiesto dall’allora maggioranza del sindaco Mimmo Consales, eletto nel pd? Sono tutti interrogativi senza risposta che si aggiungono a quello legato alla vera consistenza complessiva della perdita della società partecipata negli ultimi cinque anni: quanto è profonda?  Mistero.

Nessuna risposta ufficiale da Palazzo di città, né dalla sindaca Angela Carluccio, tramite ovviamente il portavoce, né tanto meno dal garante della trasparenza e della legalità, Michele Errico, notaio pure lui, chiamato a supportare la prima cittadina in veste di consigliere politico. Sul caso Multiservizi non è mai intervenuto. Neanche ora che, in aggiunta al caos dei bilanci e all’inchiesta della Digos, si viene a scoprire che l’immobile è rimasto al Comune e non è mai passato.

Quel che si apprende da indiscrezioni che arrivano da Palazzo di città, è che oggi l’assessore al Bilancio, Salvatore Del Grosso, ha reso noto in sede di commissione, che non è stato perfezionato il passaggio di proprietà del capannone sede della Multiservizi e che non si tratterebbe di un caso unico, poiché a Foggia il Comune si sarebbe trovato in condizioni analoghe. Magra consolazione, visto che a Brindisi la situazione appare esplosiva in mancanza di smentite o quanto meno di comunicazioni ufficiali.

La storia dell’immobile risale al 2014, delibera del consiglio comunale portata in votazione il 22 dicembre a fronte di perdite che nel 2012  ammontavano a 3.165.575 euro con decisione di ripianare con immobili fino a un valore di 1.691.673 euro e conferimenti in danaro per 1.473.902 euro. Ci sono state, poi, le perdite contabilizzate al 2013 per 1.153.551 euro e costate lo sforamento del patto di stabilità, negato sino alla fine dal Comune, ripianate con immobili fino a un valore di 1.098.297 euro e conferimenti in danaro per 55.254 euro.

Richieste di chiarimento sul conferimento sono state avanzate più volte dal Collegio dei revisori: sono state chieste notizie sul “completamento della procedura di conferimento misto in denaro e in natura in favore della partecipata per 2.789.970 euro. Ad oggi, la società non ha ancora dato corso conferimento dell’immobile e al conseguente aumento del capitale sociale”.

Prima ancora della pronuncia dei controllori interni, un invito in tal senso era partito sia dal capo di gabinetto Angelo Roma che dall’ex assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, anche titolare della delega alle partecipate: “Per il prescritto controllo della perizia di stima del bene da parte della società, si segnala la particolare attenzione da porre sulla clausola del vincolo di destinazione impresso dal Consiglio comunale, su una parte dell’immobile”, si legge nella lettera spedita all’amministratore unico della Multiservizi e al sindaco Mimmo Consales per conoscenza. Senza contare le domande rivolta dall’allora consigliere di opposizione Massimiliano Oggiano che in più occasione espresse dubbi sul conferimento, dalla possibilità del passaggio di proprietà al valore effettivo dell’immobile.


 

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