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Muro di via del Mare, gli atti sulla scrivania di Patroni Griffi

Il neo presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale chiede spiegazioni sulla recinzione lasciata in eredità dal commissario Valente. La prossima settimana, pronuncia del Consiglio di Stato

BRINDISI – Primo “caso” da risolvere per il neo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: Ugo Patroni Griffi ha chiesto ai tecnici degli uffici baresi di raccogliere a Brindisi tutti i documenti per ricostruire la storia del muro di via del Mare, diventata motivo di separazione e contenzioso legale tra l’Ente portuale, sotto il commissariamento di Mario Valente, e il Comune capoluogo, guidato da Angela Carluccio.

Ugo Patroni Griffi-5L’occasione per affrontare, sia pure per le vie brevi, l’argomento, è stata offerta dal convegno sulle reti Ten-T e sul sistema della portualità meridionale, organizzato nei giorni scorsi dal Propeller Club a Palazzo Nervegna. In quella sede Patroni Griffi si è presentato alla città di Brindisi che con il suo scalo, è stata inserita nella nuova autorità, stando alla riforma varata dal Ministero dei trasporti Graziano Delrio, e per conoscere la prima cittadina.

A margine degli interventi, è stata illustrata al presidente la situazione che si è venuta a creare in via del Mare, dove martedì scorso sono ripresi i lavori per la realizzazione della recinzione che non incontra il consenso dell’Amministrazione cittadina perché non permette ai brindisini di godere della vista del porto interno che appartiene al capoluogo.

Le operazioni sono riprese seguendo le vecchie indicazioni dell’Authority anche dopo l’incontro che lo scorso 24 marzo c’era stato nella sede dell’Ente portuale, alla presenza dei capigruppo dei partiti, delle liste e dei movimenti di maggioranza e opposizione. I consiglieri avevano proposto pareti in cristallo stratificato, vale a dire anti-sfondamento, saldamente ancorate per evitare l’effetto vela, soluzione tecnicamente fattibile. Cosa è successo dopo? Per quale motivo di pareti in cristallo non c’è traccia in del Mare? La risposta sembra rimandare all’impossibilità di adottare questa soluzione dal punto di vista amministrativo: l’ostacolo insuperabile sarebbe costituito dall’affidamento diretto dei lavori, il cui costo oscillerebbe fra 300 e 400mila euro.

A quanto pare, adesso a dare risposte saranno gli uffici baresi della nuova autorità portuale, mentre si attende la decisione del Consiglio di stato. L’Authority ha proposto appello contro l’ordinanza del Tar di Lecce e lo ha fatto non già con l’Avvocatura dello Stato, ma con incarico esterno affidato a Francesco Saverio Marini del foro di Roma e con decreto presidenziale il 10 marzo scorso, inaudita altera parte (cioè senza contradditorio fra le parti) è stato sospeso il provvedimento del Tar. L’udienza per la discussione in camera di consiglio dell’istanza cautelare è stata fissata a fine aprile. Per il Comune ci sarà l’avvocato interno Francesco Trane.



 

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