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Nasce un ippopotamo allo Zoo Safari: mamma Maria "innamoratissima"

Il lieto evento è avvenuto nei giorni scorsi. I rangers dello zoo non hanno ancora potuto accertare il sesso del piccolo

FASANO - Un piccolo ippopotamo di circa 40 chilogrammi di peso è nato nei giorni scorso presso lo Zoo Safari. Il personale dello Zoo non ha potuto ancora accertare il sesso in quanto la madre Maria, a ch’essa nata nello Zoo Safari nel 1997, è già innamorata pazza del suo cucciolo e non consente alcuna confidenza nemmeno ai suoi rangers di sempre. 

“L’istinto materno prevale sempre anche in cattività, dove non esistono pericoli reali per i neonati – si legge in una nota dello Zoo Safari - a dimostrazione che queste pulsioni etologiche sono innate e strettamente legate alla genetica ed alla memoria biologica della specie così come alla necessità del singolo esemplare di  far sopravvivere i propri geni rispetto a quelli dei propri consimili”. 

Il cucciolo appare in ottima forma ed è quasi sempre intento a poppare il latte materno in immersione o a dormicchiare.  “In generale - fa ffb28f4d-2e5f-4605-bbee-d460b2f1a019-2sapere ancora lo zoo - possiamo ricordare che l’ippopotamo (Hippopotamus amphibius) in natura è presente in tutta l’Africa a sud del Sahara ma con molte aree di assenza totale. Verso nord è presente soltanto lungo il corso del Nilo”. 

E’ lungo fino a 4,6 metri più la coda, con altezza di 1,5 mt e peso dalle 3 alle 4,5 tonnellate. Vive in laghi, pozze e fiumi a lento corso, dove nuota abilmente anche sott’acqua (può restare sommerso in apnea per oltre 30 minuti). Si alimenta specialmente di notte, preferendo erbe delle rive e piante acquatiche di ogni genere.

L’accoppiamento non è stagionale ma vi sono picchi in febbraio ed agosto, con nascite più concentrate in ottobre ed in aprile. La gestazione dura circa 8 mesi e l’unico piccolo pesa alla nascita 27-50 kg. La maturità sessuale è raggiunta abbastanza precocemente, anche a soli 3-4 anni d’età.

Nonostante l’apparenza, è un animale a volte molto aggressivo e pericoloso anche per l’uomo, tanto da essere considerato uno dei più letali animali d’Africa. I canini inferiori sono lunghi fino a 60 cm e pesano anche 3 kg. La pelle trasuda un liquido a volte rossiccio erroneamente considerato sangue dagli indigeni.  Vive in grossi branchi di femmine con prole, guidati da pochi stalloni dominanti. In cattività può vivere oltre 50 anni. Attualmente è considerato una specie a medio rischio di estinzione e pertanto è stato inserito nelle liste degli animali protetti a livello globale dalla Cites (Convenzione di Washington).

Ovviamente e come sempre, questa è solo una goccia tra le tante novità ed attrazioni che il Parco offre ogni anno ai suoi visitatori. 

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