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Cronaca

'Ndrangheta: stralcio bond a Brindisi

Restano in carcere i primi due indagati per traffico di sostanze stupefacenti tra Puglia e Calabria per i quali si è espresso oggi il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Si tratta di Francesco Paolo Ungaro e Cosimo Cantoro, difesi dagli avvocati Aldo e Mario Guagliani e Mario Laveneziana. Si alleggerisce il carico solo per Ungaro per il quale sono stati esclusi dal novero alcuni capi di imputazione relativi proprio agli stupefacenti e ai presunti affari fatti con persone vicine alla 'ndrangheta.

Restano in carcere i primi due indagati per traffico di sostanze stupefacenti tra Puglia e Calabria per i quali si è espresso oggi il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria. Si tratta di Francesco Paolo Ungaro e Cosimo Cantoro, difesi dagli avvocati Aldo e Mario Guagliani e Mario Laveneziana. Si alleggerisce il carico solo per Ungaro per il quale sono stati esclusi dal novero alcuni capi di imputazione relativi proprio agli stupefacenti e ai presunti affari fatti con persone vicine alla 'ndrangheta.

Nei prossimi giorni i giudici del Tribunale della libertà si esprimeranno sulla posizione di Cataldo Tanzarella, Vincenzo Zurlo, Cosimo Lacorte e Antonio Flore (difeso da Ladislao Massari), tutti destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare - revocata poi per Zurlo date le condizioni di salute - disposta dal gip calabrese, su richiesta della Dda il 18 ottobre scorso.

E' invece stata stralciata la parte dell'inchiesta che riguarda unicamente il sequestro e il tentativo di far fruttare un bond della Federal Reserve da 500 milioni di euro che si è poi rivelato falso. Il bond fu trovato in casa di Flore che, secondo l'accusa, avrebbe coinvolto per piazzarlo sul mercato altre persone tra cui il promotore finanziario sanvitese Mario Spagnolo, difeso dall'avvocato Andrea D'Agostino, il poliziotto mesagnese Cosimo Ribezzi, assistito da Massimiliano Chianura e il promotore brindisino Leonardo Brescia (avvocato davide Attilio De Giuseppe), tutti scarcerati dal Riesame di Lecce, competente sulla nuova ordinanza che fu emessa a poche ore dalla prima dal gip Paola Liaci, su richiesta del pm Marco D'Agostino.

Il provvedimento cautelare fu disposto a Brindisi dopo che il gip del Tribunale di Reggio si era dichiarato non competente per quel filone di indagine, trattandosi di fatti avvenuti unicamente nel Brindisino. Gli avvocati, oltre alle esigenze cautelari, hanno impugnato l'ordinanza per questioni di diritto relative alla trasmissione degli atti dall'una all'altra procura. Il tribunale del Riesame, di cui si attende di conoscere le motivazioni, li ha scarcerati tutti e tre.

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