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Palazzo di Giustizia

Palazzo di Giustizia

Nega violenza, ma viene condannato

MESAGNE - Per aver abusato dell’amica della sua fidanzata, poi diventata moglie, è stato condannato a tre anni e quattro mesi.

MESAGNE - Per aver abusato dell'amica della sua fidanzata, poi diventata moglie, è stato condannato a tre anni e quattro mesi, a fronte di una richiesta pari a cinque anni di reclusione. La sentenza è stata pronunciata stamani a carico di un mesagnese, Vito Ciccarese, difeso dall'avvocato Gianfrancesco Castrignanò.

Nel corso del processo l'uomo non aveva mai negato di aver avuto un incontro ravvicinato con la donna, costituitasi parte civile. Aveva però ribadito la propria innocenza, spiegando di non aver per nulla forzato la mano. Tra i due c'era stato un rapporto sessuale ma lei, sosteneva l'imputato, era consenziente. La donna dopo quanto accaduto e ritenuto una forma di violenza, non aveva necessitato di cure. Sporse denuncia dopo una settimana.

I fatti risalgono a diversi anni addietro, ormai più di cinque. Il ragazzo era fidanzato. La sua lei aveva un'amica e lui proprio non riuscì a resisterle. Cadde in tentazione, i 'cattivi pensieri' si trasformarono nel volgere di pochi istanti in pessime azioni, secondo quanto ha poi sostenuto l'accusa nel corso del dibattimento.

I risvolti giudiziari non hanno impedito alle due donne di accapigliarsi, come accade spessissimo se c'è di mezzo un uomo. Litigata furibonda, poi accuse e scuse. Per il giovanotto il magistrato inquirente aveva chiesto gli arresti, misura che fu ritenuta eccessiva dal gip. Si procedette a piede libero. Ora si va senz'altro in appello.

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