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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Erchie

Negazionisti della pandemia di Erchie accusati di vilipendio alla nazione: assolti

La sentenza del giudice del Tribunale di Brindisi: il fatto non sussiste. Erano stati denunciati nel febbraio 2021 dopo l'affissione abusiva di manifesti

ERCHIE - Scrivere locandine bislacche dal sapore negazionista - la pandemia da Covid non esiste - non è reato. O, meglio: non configura il reato di vilipendio alla nazione italiana, articolo 291 del codice penale. E' quanto stabilito oggi, mercoledì 4 maggio 2022, dal Tribunale di Brindisi. Il giudice Genantonio Chiarelli ha assolto una coppia di Erchie (entrambi difesi dall'avvocato Giuseppe Sorio). Il pm, Pierpaolo Montinaro, ne aveva chiesto la condanna: mille euro di multa.

Ma che avevano fatto i due per finire dinnanzi al giudice? Innanzitutto, risulta che sono stati multati 15 volte dai carabinieri di Erchie, durante la pandemia. Il motivo? Varie violazioni delle norme anti-Covid. Poi, il culmine: tra il 2 e il 3 gennaio 2021 vengono affissi alcuni manifesti, sempre a Erchie. I due si danno da fare, sono 22 le locandine che si possono leggere in giro per il centro urbano di Erchie. Per i carabinieri, sono stati loro, la coppia.

Che c'è scritto? "Cari mascherati, vi hanno visti così devotamente asserviti e sottomessi che non hanno non potuto prorogare un'emergenza che non esiste!!! Non possono non esistere i tiranni quando il popolo è composto da servi come voi". Concetto chiaro, sintassi un po' meno, comunque sia, i carabinieri di Erchie li denunciano, per vilipendio alla nazione, per l'appunto. Il gip del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, emette decreto di condanna.

Poi, il legale della coppia, Giuseppe Sorio, impugna tale decreto. Si farà un processo, rito ordinario. Il reato contestato è certamente peculiare. Un processo così non capita tutti i giorni. L'arringa difensiva verte sull'articolo 21 della Costituzione: la libertà di manifestazione del proprio pensiero. E' la tesi difensiva: i due non hanno offeso la comunità italiana, non c'è vilipendio. Il giudice Chiarelli oggi assolve entrambi perché il fatto - ovvero il vilipendio - non sussiste. 

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