Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

“Negroamaro, basta con i panini e la salsiccia: non sappiamo cosa farcene”

Il sindaco conferma la prossima edizione, ma avverte: “Il programma va cambiato”. E il presidente Maci: “Il cda deciderà se confermare o meno Renna come organizzatore”. Primo decreto ingiuntivo all’onlus per 5mila euro, intanto marchio registrato alla Camera di Commercio

BRINDISI – “Il fatto che Francesco Renna non sia più consigliere comunale delegato alla promozione turistica non significa affatto che il Comune non intenda contribuire al Negroamaro Wine Festival, il punto non è questo, ma altro: non sappiamo cosa farcene di panini con la salsiccia che abbiamo visto nelle ultime edizioni, non servono all’amministrazione, ma soprattutto non è di questo che ha bisogno la città di Brindisi. Serve promozione turistica, vera, per cui si deve cambiare registro”.

Patti chiari, amicizia lunga a sentire il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, che spiega a BrindisiReport cosa intende fare il Comune e cosa, invece, non deve assolutamente fare l’associazione Onlus Negroamaro Wine Festival, dopo una premessa ritenuta d’obbligo dopo le ultime vicende consumate negli ambienti dell’amministrazione, dove è ormai storia nota la fine della relazione politica con Francesco Renna, espressione della lista Brindisi di Tutti.

E’ stato, di fatto, messo alla porta dal sindaco che gli ha revocato la delega speciale assegnata il 25 gennaio 2013, dopo che il consigliere non ha votato gli assestamenti di bilancio. E a distanza di qualche ora ha perso gli uffici dell’ex convento Scuole Pie, usate come appoggio per il Negroamaro, in aggiunta alla sede legale di via Mazzini perché si è scoperto che mancava l’autorizzazione.

“Sia chiaro una volta per tutte, a scanso di equivoci e chissà quale teoria, il futuro del Negroamaro viaggia su un binario che niente ha a che vedere con Renna: l’appuntamento con il festival resta, ma a condizione che venga rimessa in discussione l’organizzazione con la conseguente presentazione di un programma tutto nuovo, perché occorre puntare a un effettivo rilancio dell’evento e dell’immagine legata a Brindisi”, sostiene Consales.

“Il Comune vuole un evento che sia elegante, raffinato, che proietti la nostra città in una dimensione nazionale che sia effettivamente turistica e non una sagra: ai panini con la salsiccia diciamo basta, siamo stanchi, non ne vogliamo più”, prosegue il primo cittadino. “Per questo motivo ho già avuto modo di parlare con il presidente della fondazione, Angelo Maci: gli ho detto che non c’è alcuna preclusione nei confronti del festival, ma ovviamente se il programma resta lo stesso dello scorso anno, non ne vogliamo sapere. E Maci si è detto assolutamente d’accordo”.

Angelo MaciDalla sede dell’associazione Negroamaro, infatti, arriva la conferma: “Purtroppo negli ultimi tempi il nostro festival ha perso smalto ed è scivolato sul piano qualitativo”, ammette Maci, anche oggi al lavoro. “Noi come Onlus vogliamo essere protagonisti assoluti nel settore del Negroamaro che è e deve restare una eccellenza nel nostro territorio, che tutta Italia e non solo apprezza e ci invidia”, continua.

“Se abbiamo perso terreno sul piano della qualità dobbiamo sicuramente fare mea culpa nel senso che colpa ne ha l’organizzazione perché nella foga di renderla grande come evento, tale da accogliere sino a 300mila visitatori, si è un po’ esagerato per cui da festival è diventata sagra e si è dato spazio all’alimentazione, a qui panini con la salsiccia a cui ha fatto riferimento Consales”.

“Ritengo assolutamente necessario cambiare registro, abbiamo già iniziato a lavorare per la prossima edizione, tanto è vero che il primo passo nella direzione giusta lo abbiamo fatto tre giorni fa, quando abbiamo registrato il marchio presso la Camera di Commercio: il Negroamaro è un patrimonio di questa terra, della nostra città e in tal modo ci siamo messi al riparo da eventuali iniziative di chi vuole appropriarsene”.

E chi potrebbero essere? “Non ho nomi da fare, ma in un mondo come quello attuale in cui succede di tutto, meglio prevenire”. Giusto, non c’è che dire. “Quel marchio è nostro e resta legato in maniera affettiva a me, a Giovanni Nardelli, a Francesco Renna e al sindaco Mimmo Mennitti che fu il primo a credere in questa iniziativa quando Renna era assessore alle Attività produttive”.

Ma adesso, ad “oggi”, la stagione politico-amministrativa a palazzo di città, vede il consigliere Renna fuori dalla promozione turistica: “Di questo ho letto e me ne ha dato conferma lo stesso sindaco, per quel che mi riguarda posso dire che è stato un grande organizzatore perché se vogliamo è partito da zero”, dice. “Ma a un certo punto, nella foga, ha inserito nel festival anche l’agroalimentare”.

Cosa succederà adesso? “Sarà il consiglio di amministrazione a valutare se confermare oppure no la presenza di Renna come organizzatore dell’evento”, anticipa Maci. Nel Cda siedono Marco Pagano, Giovanni Nardelli e Pino Marchionna, ex sindaco di Brindisi con delega alla Programmazione economica.

Non sarà l’unico argomento da inserire nell’ordine del giorno, perché la situazione economico-finanziaria non è rosea: non c’è solo la perdita pari 27.317,85 euro, lasciata in eredità dall’ultima edizione, ma ci sono richieste di pagamento avanzate da alcuni fornitori.

“Purtroppo proprio in questi giorni ci è stato notificato un decreto ingiuntivo per cinquemila euro e ce ne dispiace parecchio, così come ci dispiace per i solleciti di pagamento già notificati ai quali ha risposto Renna, procedendo al versamento”. Una cosa è certa: il Negroamaro resta a Brindisi, ma in versione differente.

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