Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Negroamaro, fine della storia: ultima edizione in perdita

Negroamaro, fine della storia: ultima edizione in perdita La versione 2015 chiusa con meno 27mila euro, costi per 421mila euro ed entrate per 389mila. Solo per i bicchieri spesi 28mila euro. Resta aperta la questione Tosap dopo i solleciti di pagamento arrivati nel periodo del commissario Castelli. Contatti per il trasferimento a Lecce della manifestazione

BRINDISI – C’era una volta il Negroamaro Wine Festival, manifestazione di successo per Brindisi con 250mila presenze nelle giornate della degustazione. C’era fino allo scorso anno, edizione 2015, chiusa con una perdita di 27mila euro e con l’appendice dei solleciti di pagamento per la Tosap, pari a 120mila euro, spediti nel periodo del commissariamento al Comune e qualche decreto ingiuntivo chiesto dai fornitori che lamentano il mancato saldo di fatture.

negroamaro3-2L’orizzonte non sembra foriero di elementi positivi. Non ci sono margini di un ritorno, di un ripensamento dell’Amministrazione comunale o quanto meno della ripresa del dialogo tra la Onlus che organizza(va) la manifestazione e la parte pubblica per superare le criticità. Ci sarebbero, invece, contatti per trasferire il Negroamaro in provincia di Lecce, un’ipotesi di migrazione che va avanti da mesi senza incontrare smentite.

Cos’è che non ha funzionato nella macchina organizzativa imponente al punto da superare l’asticella dei quattrocentomila euro? Se lo chiedono i brindisini che nei mesi dell’estate, appena trascorsa, aspettavano il Negroamaro e non hanno trovato niente. Ci sono state altre manifestazioni e altri eventi sono in programma tra la fine di questo mese e il prossimo ottobre. Al momento, resta la risposta data dal commissario Cesare Castelli: “La cancellazione del Negroamaro Wine Festival è dovuta a due criticità notevoli e cioè al mancato pagamento della Tosap e alle inadempienze nei confronti dei fornitori”. In altri termini, se l’appuntamento eno-gastronomico è stato depennato dal calendario della rassegna estiva di Brindisi, la colpa non è del Comune, ma degli stessi organizzatori, doppiamente inadempienti, da un lato nei confronti dell’Ente pubblico, dall’altro nei confronti dei privati che hanno fornito servizi nelle precedenti edizioni. Non ci sono altre spiegazioni.

La Fondazione del Negroamaro, invece, sperava di ottenere un abbattimento dell’importo nella misura dell’80 per cento in nome dell’evento turistico-culturale. Niente da fare. Il debito resta e va onorato, come del resto va pagato quello pendente nei confronti di diversi fornitori che, stando a conteggi noti al Comune, ammonterebbe a 62mila euro.

Costi notevoli, stando all’ultimo rendiconto depositato negli uffici di Palazzo di città: il totale generale delle spese sostenute e documentate nel 2015 ammonta a 421.317,85 euro. Le voci di costo sono state le seguenti: allestimenti stand e casse 85.791,31; collaborazione marketing 18.080; promozione e pubblicità 45.431,37; costi di segreteria 7.021.04; Oneri Siae 2.786,57; sicurezza 8.454,60; prevenzione 2.200; sommelier 6.832; pulizia 4.026; personale casse 7.830; manodopera e facchinaggio 12.272; energia elettrica 6.991 euro.

negroamaro 2015-2Per i bicchieri, il costo è stato pari a 28.032,67 euro, stando alla fattura saldata alla società Sermen Drinking srl, la stessa che ha garantito la fornitura nel 2014 per 35.742 euro. Quanto agli eventi (spettacoli e concerti in piazza) 185.568,44 euro, somma inferire a quella che la Onlus ha incassato dai ticket per le degustazioni. Questi introiti, infatti, sono stati pari a 136mila euro e costituiscono la voce più consistente dei ricavi.

Le altre entrate del Negroamaro, versione 2015, sono state legate al contributo erogato dal Comune per un totale di 130mila euro; dieci mila euro arrivati dall’Autorità portuale; 21mila euro da sponsor dell’evento (non meglio specificati); e infine gli introiti derivanti dagli espositori negli stand per 97mila euro.

La differenza tra entrate che complessivamente sono state pari a 389 e uscite per 421.317,85, ha generato una perdita di 27.317,85 euro. Va detto che rispetto all’edizione del 2014, i costi sono stati ridotti di 104.751 euro, stando al rendiconto nel quale risultano uscite per 526.068. Evidentemente la manovra dei tagli non è stata sufficiente a garantire neppure il pareggio in bilancio.
 

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