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Negroamaro, si riparte in estate. Ma resta il nodo Tosap

La sindaca incontra Maci, presidente della Onlus: il Comune dice sì al wine festival. Lo stop imposto dal Commissario per il mancato pagamento al Comune di 120mila euro per la tassa di occupazione del suolo pubblico a far data dal 2013 e per debiti verso fornitori

BRINDISI – Il Negroamaro wine festival torna a Brindisi città per ripartire già dalla prossima estate, probabilmente a giugno, dopo l’anno di stop imposto dal commissario Cesare Castelli per il mancato pagamento della Tosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, arrivata a 120mila euro a far data dal 2013. E per debiti lamentati da alcuni fornitori.

Inaugurazione Negroamaro WineFestival (27)Cosa ne è stato di quel sollecito di pagamento partito da Palazzo di città nel periodo in cui Castelli ha retto le redini del Comune di Brindisi? In altre parole: la Onlus Negroamaro titolare del “marchio” del festival del vino ha saldato il debito nei confronti della Pubblica Amministrazione? E ha riconosciuto i crediti lamentati, anche attraverso decreti ingiuntivi, da chi ha lavorato negli anni passati? Non si sa.

Quel che si sa è che il Comune di Brindisi, nella persona della sindaca Angela Carluccio, ha incontrato il presidente della Onlus, Angelo Maci, e gli altri componenti del Consiglio di amministrazione che hanno organizzato le edizioni precedenti. A darne notizie è una nota del portavoce della prima cittadina, ma nel comunicato non c’è alcun riferimento alle pendenze economiche che il Negroamaro aveva (o ha ancora?) con l’Amministrazione cittadina, per ammissione del commissario. Né tanto meno è spiegato il motivo per il quale il festival è stato cancellato nel 2016.

“Dopo l’interruzione della manifestazione nel 2016 in seguito alle vicende che hanno portato alla fine anticipata della precedente Amministrazione comunale, il presidente Maci ha espresso la volontà di riprendere il “Negroamaro Wine Festival” nel 2017 chiedendo la disponibilità alla sindaca di intraprendere insieme il cammino per rendere la manifestazione ancora più bella e importante”, si legge nella nota del portavoce. “Angela Carluccio ha espresso la ferma volontà non solo di mantenere il Negroamaro Wine Festival a Brindisi sin dalla prossima estate, ma di renderlo ancora più ricco di iniziative legate alla valorizzazione del vino e di un percorso culturale più ampio che possa rendere Brindisi una vetrina di richiamo nazionale, evitando gli errori del recente passato”. Nulla di più. Nessun cenno alla Tosap, ai pagamenti chiesti dallo stesso Comune. Eppure il nodo c’è stato e probabilmente esiste ancora.

angela carluccio 4-2Il caso è venuto a galla nel momento in cui Castelli ha relazionato sull’attività svolta nei mesi in cui è stato alla guida del Palazzo, a partire dai giorni immediatamente successivi all’arresto per corruzione dell’ex sindaco. In quella occasione Castelli ha voluto chiarire la situazione per spiegare alla città cos’era successo, per quale motivo aveva detto no al riconoscimento del contributo di 130mila euro l’anno chiesto anche nel 2016 dalla Onlus che sperava di realizzare il festival dal 14 al 17 luglio scorsi sul lungomare Regina Margherita. Le date erano state anche comunicate e riportate sui giornali. “La cancellazione del Negroamaro Wine Festival è dovuta a due criticità notevoli e cioè al mancato pagamento della Tosap e alle inadempienze nei confronti dei fornitori”, si legge nel testamento lasciato dal commissario.

In quel periodo, la Fondazione del Negroamaro sperava di ottenere una riduzione per la Tosap, sotto forma di abbattimento dell’importo nella misura dell’80 per cento, puntando sulla duplice natura dell’evento turistico e culturale, con ripercussioni anche sul piano dell’immagine del Comune. Niente da fare. Il commissario non volle sentire ragioni. Anche perché per altre manifestazioni che ugualmente hanno effetti positivi sul piano dell’immagine, la Tosap è stata pagata regolarmente. A titolo di esempio, basta considerare la Regata Velica Brindisi Corfù.

Gli ultimi contributi riconosciuti alla Onlus dal Comune risalgono al 2015: la prima somma a titolo di anticipo pari a 39mila euro su richiesta dell’associazione e la seconda a saldo, per i restanti 91mila. Questa edizione è costata complessivamente di 421.317 euro e 85 centesimi, a fronte di una previsione che si fermava a quota 386mila. I ricavi sono stati pari a 389mila. Di conseguenza il bilancio “presenta un passivo di 27.317,85, il cui ripianamento sarà gestito dall’Associazione Negroamaro Wine Festival”.

L’elenco dei costi, per la versione 2015, è stato composto dalle seguenti voci: “allestimento stand e casse per 85.791,31; collaboratori marketing 18.080; promozione e pubblicità 45.431,37; costi di segreteria 7.021,04; oneri Siae 2.786,57; Bicchieri sacche 28.032,67; sicurezza 8.454,60; prevenzione 2.200; sommelier 6.832; eventi 185.568,44; pulizia 4.026; personale casse 7.830 (39 i nominativi indicati); manodopera e facchinaggio 12.272 (45 le persone impiegate) ed energia elettrica 6.991,85”. Quanto ai ricavi, sono stati così descritti: “Comune di Brindisi 130mila euro”, il contributo incassato per intero in due tranche; “Autorità portuale di Brindisi 10mila; introiti da sponsor dell’evento 21mila; introiti da espositori (stand) 97mila; introiti da ticket di degustazione 136mila” .

Rispetto al 2014 c’è stata una riduzione delle spese per circa centomila euro: i costi sostenuti per l’evento ammontavano a 526.068 euro e 64 centesimi, i ricavi a 489.381 euro, somma quest’ultima raccolta dai contributi ricevuti dal Comune di Brindisi per centomila euro, dalla Regione Puglia per 25mila, dalla Camera di Commercio per la stessa cifra (25mila), dall’Autorità portuale di Brindisi per diecimila, a cui vanno aggiunti gli “introiti da sponsor dell’evento per 36.589,  gli introiti da espositori (stand) 104.298, i ticket di degustazione Negroamaro Wine Festival 155mila euro e quelli del concerto dei Kool and the gang per 33.494 euro”. Il bilancio presentava un passivo di 36.687,64 euro. A Palazzo di città si aspetta il preventivo per l’edizione 2017, ma forse sarebbe il caso di chiarire se la Tosap è stata saldata.

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