Nel magazzino la refurtiva, imprenditore nei guai

CAROVIGNO - Nel deposito della sua azienda, la refurtiva frutto di una rapina. Nei guai, per la seconda volta e per la medesima ipotesi di reato (ricettazione), è finito un noto imprenditore di Carovigno: S. G. (51 anni), titolare di una azienda che opera nel settore dell’edilizia e della manutenzione stradale.

BR, CAROVIGNO, foto livellaLaser

CAROVIGNO - Nel deposito della sua azienda, la refurtiva frutto di una rapina. Nei guai, per la seconda volta e per la medesima ipotesi di reato (ricettazione), è finito un noto imprenditore di Carovigno: S. G. (51 anni), titolare di una azienda che opera nel settore dell’edilizia e della manutenzione stradale.

L’operatore economico è ritenuto responsabile della ricettazione di costose apparecchiature edili.

Gli agenti del Commissariato di polizia di Ostuni, che da tempo tenevo sott’occhio la sua attività, hanno dato esecuzione al decreto di perquisizione emesso a suo carico dal dottor Milto De Nozza, Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Brindisi, titolare delle indagini avviate a seguito di una rapina perpetrata nell’estate 2008 in località Specchiolla, lungo il litorale compreso tra San Vito dei Normanni e Carovigno, ai danni del rappresentante di zona di un nota società inglese operante nel settore della produzione di utensili da lavoro.

E in effetti, la pista che portava al deposito dell’impresa di S.G. si sarebbe rivelata quella giusta. L’attività di polizia giudiziaria ha infatti permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro parte della refurtiva di quella rapina, consistente anche in due grossi martelli demolitori ed una livella elettronica laser. Valore commerciale: 7000 euro. Nel corso del blitz, sono stati anche sequestrati numerosi documenti, che sono al vaglio degli inquirenti.

Il costruttore si sarebbe giustificato dichiarando di aver acquistato quel materiale da un giovane e di aver versato allo stesso circa 600 euro.

L’imprenditore carovignese era già finito nel novembre scorso al centro di una complessa attività di indagine finalizzata a smascherare una presunta associazione per delinquere dedita alle truffe. Operazione di polizia che nello scorso mese di novembre portò all’esecuzione di un paio di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Brindisi, su richiesta del Sostituto Procuratore Raffaele Casto.

In manette finirono all’epoca due ostunesi: Angelo Cavallo e Francesco Susco, accusati di aver orchestrato, in concorso con terzi, una truffa da 100.000 euro ai danni di alcuni malcapitati fornitori, liquidati con un pugno di assegni risultati puntualmente scoperti. Anche in quel caso, parte del materiale di provenienza illecita, fu rinvenuto nel capannone dell’imprenditore edile carovignese.

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In quel caso le indagini mossero i primi passi dopo la denuncia del legale rappresentante di una società barese specializzata nella vendita di condizionatori d´aria e macchine termotecniche.

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