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“Rifiuti nelle buste nere: non sapevano delle feci dei cani”

Ascoltati i cinque autotrasportatori imputati nel processo sullo smaltimento degli scarti del Dog's Village nella discarica di Autigno. Screti contumace. Il pm chiede l'ascolto nella stessa udienza per l'imprenditore Mazzarella e per il gestore del canile

BRINDISI – “Quando arrivavamo al canile per caricare i rifiuti, erano già stati imbustati: c’erano dei sacchi di colore nero, per cui non potevano immaginare che lì dentro ci fossero le feci dei cani. Non c’era neppure cattivo odore”.

Racconto coincidente nella sostanza per i cinque autotrasportatori brindisini che sono imputati nel processo sullo smaltimento delle feci dei cani ospiti del Dog’s Village nella discarica di Autigno di proprietà del Comune di Brindisi: hanno chiesto di sostenere l’esame e sono stati ascoltati nell’udienza che si è tenuta nella giornata di ieri, 21 dicembre. Davanti al Tribunale sono comparsi Salvatore Tondo, Luigi Donno, Carlo Scardia, Francesco Baccari e Rocco Giannini.

L’accusa, sostenuta dal pm Valeria Farina Valaori ha ottenuto il rinvio al giudizio per Luca Screti, amministratore unico pro tempore della Nubile srl che aveva in gestione la discarica di Autigno e che in questo processo è contumace. Anche ieri non si è presentato in udienza (difeso dall'avvocato Vincenzo Farina). Sotto processo anche Rosario Mazzarella, imprenditore della Secom, il quale dovrebbe sostenere l’esame in occasione della prossima udienza; Antonio Regoli gestore di fatto del Dog’s Village che si trova strada Brindisi-San Vito dei Normanni, imprenditore che il pm vorrebbe ascoltare contestualmente a Mazzarella (nella stessa udienza per procedere a un confronto immediato) e ancora Ariana Markisic, titolare della stessa struttura; Giovanni Monaco. Sono finite sotto processo anche la Sca Servizi Ambientali e la Nubile srl per gli illeciti amministrativi contestati dalla Procura.

L’accusa imbastita attiene alla violazione del diritto di privativa nel rilascio di autorizzazioni per la raccolta, il trattamento, il trasporto e lo stoccaggio che la legge pone in capo ai Comuni e i consorzi pubblici di gestione. E ancora, falso materiale nella compilazione dei codici Cer di accompagnamento, trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi e attività non autorizzata di gestione dei rifiuti e maltrattamento di animali. Quest’ultima accusa è stata mossa nei confronti della titolare e del gestore del Dog’s Village.

Parte civile è l’associazione Italia Nostra, sezione di Brindisi, ammessa già in occasione della prima udienza dibattimentale, con richiesta di danni diretti da quantificare in sede civile. Il Comune di Brindisi che pure era stato indicato come parte lesa, non si è costituito in giudizio ed è, quindi, fuori dal processo.



 

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