Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Torchiarolo

Nella villa confiscata all'ex cassiere Scu è nata una cantina ecosostenibile

Lavori conclusi. Nella villa confiscata al cassiere della Sacra corona unita Cosimo Antonio Screti è nata "la cantina della legalità" destinata alla produzione di vino biologico attraverso la lavorazione di uve prodotte nei 25 ettari di terreno confiscati che si estendono attorno alla struttura. Sarà gestita dalla cooperativa Terre di Puglia-Libera Terra con sede a Mesagne che da otto anni sta lavorando per la totale riqualificazione di questo bene confiscato alla mafia

TORCHIAROLO – Lavori conclusi. Nella villa confiscata al cassiere della Sacra corona unita Cosimo Antonio Screti è nata “la cantina della legalità” destinata alla produzione di vino biologico attraverso la lavorazione di uve prodotte nei 25 ettari di terreno confiscati che si estendono attorno alla struttura. Sarà gestita dalla cooperativa Terre di Puglia-Libera Terra con sede a Mesagne che da otto anni sta lavorando per la totale riqualificazione di questo bene confiscato alla mafia.

Mercoledì 22 luglio alle 19 l’inaugurazione. Parteciperanno il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, il sottosegretaio di Stato al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Teresa Bellanova, il prefetto di Brindisi Nicola Prete, il presidente della provincia di Brindisi Maurisio Bruno, il procuratore della Repubblica Marco Dinapoli, il sindaco di Torchiarolo Nicola Serinelli, monsignor Domenico D’Ambrosio, il vice presidente di Libera Davide Pati, il presidente della cooperativa Terre di Puglia-Libera Terra Alessandro Leo e Fabio Zullo, agronomo e vice presidente della cooperativa mesagnese.locandina screti-2

“Si tratta di una cantina “ecosostenibile”, dotata di un impianto fotovoltaico di ultima generazione e un impianto di fotodepurazione per ridurre lo spreco delle acque – spiega Alessandro Leo – sarà dedicata alla vinificazione in biologico, con le uve già bio prodotte nei vigneti confiscati, e promuoverà questo tipo di metodo colturale. Soprattutto promuoverà l’eccellenza vitivinicola del territorio e la possibilità di produrre nella legalità, rispettando l’ambiente ed i diritti dei braccianti agricoli, senza rinunciare alla qualità”.

Il fine è la massima valorizzazione delle caratteristiche più tipiche dei vitigni, Negroamaro in testa, con l’attenzione dovuta a piante di venti e trent’anni coltivate con metodo esclusivamente biologico. In merito alla villa confiscata, nel 2012 il comune di Torchiarolo (Brindisi) ha presentato al Pon Sicurezza il progetto di riutilizzo e riconversione della villa confiscata al cassiere della Scu, Cosimo Antonio Screti, oggi affidata alla cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra.

La storia di questa villa confiscata è stata segnata dalla presenza di un'ipoteca bancaria estinta nel 2010 grazie all'intervento economico della Regione Puglia. E’ stato così possibile liberare quel bene dalla presenza di Screti, esponente di spicco della Sacra corona unita, ora libero, che ancora la abitava ed evitarne la vendita all'asta.

Le “Cantine della legalità” sono un luogo liberato dalla mafia, dall’illegalità, da un’idea di società malsana e di terra intesa come privilegio. Sono un luogo in cui il coraggio e la responsabilità nei confronti del passato, del presente e del futuro, si materializzano sotto forma di lavoro e cooperazione – si legge nella locandina di presentazione dell’inaugurazione – il nostro obiettivo è creare un centro integrato di imprenditoria sociale, svolgendo attività di formazione sui temi legati all’enologia e al turismo eno-gastronomico. Ricordando sempre  cosa ha rappresentato questo luogo e immaginando cosa potrà essere grazie al contributo di tutti, in futuro. Senza mai dimenticare che così è Stato”.

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