Cronaca

Nessun abuso d'ufficio, assolto con formula piena l'ex rettore Laforgia

Assolto perché il fatto non sussiste. Assoluzione piena, dunque, nel giudizio con rito abbreviato nei confronti dell’ex rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta che riguarda i brevetti e il presunto conflitto di interessi dell’ex rettore

LECCE - Assolto perché il fatto non sussiste. Assoluzione piena, dunque, nel giudizio con rito abbreviato nei confronti dell’ex rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta che riguarda i brevetti e il presunto conflitto di interessi dell’ex rettore. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, aveva chiesto per l’imputato, assistito dagli avvocati Michele Laforgia e Viola Messa, una condanna a due anni di reclusione (senza le attenuanti generiche e con la riduzione di un terzo in virtù del rito).

Due, in particolare, gli episodi finiti nel mirino della magistratura. Si tratta di due brevetti (il primo sulle celle di Graetzel con sistema di ricambio continuo del colorante organico e dell'elettrolita; il secondo sul concentratore solare termodinamico basato sull'utilizzo dei nanofluidi) per poco meno di 13mila euro.

Laforgia, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, doveva astenersi al momento del voto del consiglio d’amministrazione dell’Ateneo salentino sull’affidamento delle consulenze sui brevetti richieste dall’Università del Salento all’Agenzia regionale, a favore dello studio “Laforgia, Bruni and partners”, amministrato dal figlio e di cui all’epoca sarebbe stato socio lo stesso rettore. Inoltre, in uno dei progetti vi sarebbe la firma dello stesso ingegnere Laforgia.

Da qui il presunto conflitto di interessi da cui sono scaturite le accuse e l’ipotesi di reato di abuso di ufficio. Accuse che l’ex rettore ha sempre respinto, evidenziando “l’insussistenza di qualsiasi illecito”. L’ingegnere barese si è sempre detto “convinto che i fatti daranno contezza, anche in questo caso, della correttezza del mio operato”. I legali dell’ex rettore hanno confutato l’ipotesi accusatoria, dimostrando l’assoluta correttezza dell’operato svolto dal loro assistito. Una tesi, quella difensiva, accolta in pieno dal gup Antonia Martalò.

Il commento del sindaco Perrone e dell'assessore Delli Noci. “Sono molto soddisfatto – ha commentato il sindaco Paolo Perrone - per il felice esito di questa vicenda. E’ stata dimostrata, infatti, l’assoluta correttezza dell’operato svolto dall’ex rettore dell’ateneo salentino. La sentenza di oggi emessa dai giudici restituisce serenità e dignità al professor Laforgia e all’intera istituzione universitaria”. 

“Sono molto contento per la sentenza emessa dal giudice - ha dichiarato l'assessore all'Innovazione e Politiche giovanli, Alessandro Delli Noci - in quanto fermamente convinto della trasparenza e correttezza dell'operato del professor Laforgia. Questa decisione pone la parola fine ad una vicenda che in questi anni ha gettato ombre e fango sull'ateneo salentino e anche sul sottoscritto. Credo sia corretto davanti alla sentenza di assoluzione che, chi è stato pronto in passato a puntare il dito, oggi debba fare un bagno di umiltà e comprendere che navigare l'onda della demagogia spesso porta a conclusioni sbagliate”. 

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