Cronaca

"Scontiamo il rifiuto? Una vera e propria elemosina, a conti fatti"

E' partito il progetto scontiamo il rifiuto. Il cittadino virtuoso viene finalmente premiato. E' sufficiente collaborare nella realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti per risparmiare. Non direttamente sulla bolletta della tassa sui rifiuti, ma attraverso buoni sconto del valore proporzionale ai punti assegnati nel conferimento dei vari rifiuti

BRINDISI - E’ partito il progetto  scontiamo il  rifiuto. Il cittadino virtuoso viene  finalmente premiato. E’ sufficiente collaborare nella realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti per risparmiare. Non direttamente sulla bolletta della tassa sui rifiuti, ma attraverso buoni  sconto del  valore proporzionale ai punti assegnati nel conferimento dei vari rifiuti. La procedura appare semplice nella sua articolazione, forse problematica nella individuazione dell’effettivo risparmio. I rifiuti vanno portati in piazza di Summa,  dove  il personale della ecologica peserà i rifiuti e assegnerà i punti. Un  kg di umido o vetro darà diritto ad un punto, un  kg di carta  cartone,   plastica, metallo, darà diritto a 2 punti.

Con 500  punti sarà  assegnato un buono del valore di 5 euro, da utilizzare presso gli esercizi commerciali, che accettano quei buoni. Di conseguenza, con 400 punti si dovrebbe ricevere un bonus di 4 euro, con 300 punti uno di tre euro e così via. Per raggiungere 500 punti è necessario  portare 500 kg complessivi  di  umido e/o vetro,  oppure 250 kg  complessivi  di carta e/o  cartone e/o  plastica, e/o metalli. Si può conferire fino ad un massimo di 100 kg per volta.

Isola ecologica abbandonata 2-2Per convertire i punti in buoni bisogna  recarsi presso gli uffici della ecologica pugliese in via Ferraris, distanti oltre 4 km da piazza di Summa. Un cittadino  per avere uno sconto di 5 euro, dal conferimento dell’umido o del vetro un cittadino dovrà recarsi quanto meno cinque  volte al piazzale di Summa, con 100 kg di rifiuto per volta, ammesso che sia in grado di trasportarli,  quindi recarsi in via Ferraris,  per il ritiro del buono sconto. Sei spostamenti complessivi. Meno trafficata la procedura relativa agli altri tipi di rifiuto. Occorreranno  almeno  tre viaggi per consegnare i rifiuti e uno per ritirare il buono in via Ferraris.

Questi naturalmente rappresentano  il numero  minimo di spostamenti   necessari, per effettuare i quali credo occorra un mezzo di trasporto motorizzato. A meno che qualcuno non pensi di caricarsi 100 kg sulle spalle e portare a piedi il rifiuto e sempre a piedi recarsi in via Ferraris e ritornare a casa. Eventualmente per ricoverarsi subito dopo. Il numero di viaggi aumenterà con la diminuzione del peso del singolo conferimento. E’ sufficiente fare riferimento ai  cittadini che abitano al Casale, a S. Elia, a La Rosa, al Perrino, a Materdomini, al Paradiso, per  rendersi conto, che le spese di trasporto  connesse con il consumo di carburante,  risulteranno verosimilmente di molto superiori allo sconto ottenuto.

Quanto maggiore sarà il numero di viaggi, tanto maggiore sarà il  deficit  che incontrerà quel cittadino virtuoso. Considerato infine,   che i cittadini di Brindisi producono in media 42 kg di rifiuto al mese, nei prossimi 6 mesi, corrispondenti alla durata attuale dell’impegno della ecologica,  il singolo cittadino potrebbe conferire una quantità massima di rifiuti propri di  252kg ( 42X6).  Nell’ipotesi   che tutto sia riciclabile, anche se sappiamo che non è cosi.

I sola ecologica abbandonata-2In pratica  potrebbe raggiungere nei prossimi sei mesi lo sconto massimo di 5 euro, se tutto il rifiuto prodotto e consegnato sarà umido o vetro, altrimenti uno sconto più contenuto, in proporzione al peso effettivo consegnato  e alla quantità di rifiuti di altra  tipologia.  A conti fatti, al massimo   83 centesimi  lordi al mese. In media 2,87 centesimi al giorno. Una  vera e propria elemosina, dalla quale  bisogna sempre detrarre le spese di trasporto.

Allora di che sconto parliamo. Chiamiamolo impegno civico, salva l’ambiente o in qualsiasi altro modo, ma non parliamo di sconto. Altrimenti potrebbe sembrare, come sembra, una presa in giro. Ma fallisce anche l’eventuale  valenza educativa del progetto, se mai fosse stata nelle loro intenzioni,  a causa dell’estrema debolezza di un impegno, limitato alla sola postazione di piazza Di Summa, per tutta la città.

Ma mi chiedo che fine hanno fatto le 8 isole ecologiche,  per la cui realizzazione e riparazione periodica sono stati spesi quasi un milione di euro. C’era stato qualche mese fa in consiglio comunale,  un impegno formale per attivarle. Anche perché, pur essendo state realizzate nel 2004,  non sono mai entrate in funzione .Con grande spreco di risorse pubbliche. Si  era anche parlato di isole ecologiche mobili.Tutto dimenticato. Come sempre.  Nel frattempo, avendo esatta cognizione come vanno le cose in questa città,   qualcuno sta provvedendo addirittura a smontare quelle fisse. Alleluia.

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